Come cedere il credito a terzi


La cessione del credito a terzi è disciplinata dall’art. 2033 cc che stabilisce come farle e le comunicazioni da attivare verso il debitore
Come cedere il credito a terzi

Hai un credito nei confronti di una persona o un ente per il quale hai fatto dei lavori e ora vuoi cederlo a una terza persona?  

La cessione del credito a terzi è una pratica che viene utilizzata per sopperire a diverse situazioni, per esempio, per saldare un debito verso altre persone. In questo caso, si trasferisce il proprio credito alla persona con la quale si era contratto precedentemente il debito, che diventa automaticamente creditrice. 

Facciamo un esempio di cessione del credito così da poter subito chiarire questo passaggio.  

Hai un credito nei confronti di una persona per aver eseguito, nei suoi confronti, alcuni lavori. Il committente, però, non ti ha ancora pagato e vorresti trasferire questo credito a una società di riscossione o a un parente, che lo riscuota al posto tuo, magari compensando un debito che avevi già contratto con lui. 

Cedere il credito a terze persone o enti è lecito e consentito dalla legge, seguendo delle procedure ben definite. 

Vediamo in questo articolo come fare a cedere il credito a terzi.

 

Cedere il credito a terzi: come si trasferisce?  

Il trasferimento del credito a una terza persona/ente può avvenire sia attraverso forma scritta che verbale. 

E’ chiaro che sarebbe consigliabile effettuare una scrittura privata tra cedente e cessionario del credito. 

Quanto più si riesce a fermare l’atto con qualcosa di scritto e registrato, meglio è per una garanzia futura da parte di entrambe gli attori, cedente e cessionario del credito, ma anche per il debitore che sa precisamente a chi destinare la somma da pagare. 

Per rendere la scrittura opponibile anche ai terzi, si rende obbligatoria la registrazione della cessione del credito e il pagamento della relativa imposta di registro, in modo da suggellare il passaggio con un’apposita data e documenti che lo confermano. 

Sarà inoltre necessario che il cedente consegni tutta la documentazione che attesti il credito in suo possesso al cessionario, così che quest’ultimo abbia tutte le informazioni necessarie. 

L’inosservanza dell’obbligo costituisce inadempimento che il cessionario non può però far valere se il credito gli è stato comunque pagato. 

L’obbligo non sussiste, invece, se il cedente non ha di fatto alcuna documentazione in suo possesso che attesti l’esistenza del credito. In questo caso sarà un passaggio verbale.

 

Cedere il credito a terzi: a cosa serve? 

Se si vanta di un credito nei confronti di terzi, questo può essere un buon modo per far fronte a nostri eventuali debiti o per avere una liquidità immediata dagli istituti di credito

Infatti, è possibile anche cedere il nostro credito alla banca o a qualsiasi Istituto di credito che ci pagherà immediatamente il credito, ma tenendosi una percentuale per sé a titolo di rischio/garanzia.  

In tal caso, il creditore ha una liquidità immediata, che non comprende l’intero ammontare della somma che costituisce il credito. La banca, infatti, nell’assumersi il rischio di subentrare al creditore iniziale, si prende una quota di tale credito per sé, oltre all’ammontare che il debitore le dovrà riscuotere secondo i tempi e i limiti previsti e concordati. 

 

Cedere il credito a terzi: come viene comunicata?  

La cessione del credito a terzi diventa effettiva ed esecutiva dal momento in cui questa viene comunicata al debitore

Una volta che il debitore è stato messo a conoscenza della cessione del credito dal cedente al cessionario, saprà a chi destinare la somma di denaro di cui è debitore. 

Questa comunicazione non deve necessariamente essere scritta su un documento cartaceo o inviata via mail, ma può anche essere verbale. 

Anche se la legge parla di “notifica” della cessione, è sufficiente che il cedente o il cessionario portino in qualsiasi modo a conoscenza del debitore ceduto la notizia dell’avvenuta cessione. 

E’ comunque consigliabile effettuare un comunicazione scritta, preferibilmente con raccomandata o con una posta elettronica certificata, così da non lasciare a indubbie interpretazioni la comunicazione del passaggio. 

Per la validità della notifica, non è necessario che il ceduto venga a conoscenza di tutti i dettagli dell’atto di cessione, basta che gli vengano comunicati gli elementi essenziali della cessione. 

 

Cedere il credito a terzi: nullità del titolo  

La cessione del credito è subordinata all’esistenza del titolo da cui deriva il credito. 

Cosa succede se il titolo è dichiarato nullo o annullato? Si può parlare di nullità di cessione del credito

Se il titolo è nullo (il contratto nullo non produce effetti) o è stato già annullato (il contratto annullabile produce effetti fino all'annullamento) non è possibile la cessione del credito

La nullità o l'annullabilità del contratto fanno venire meno il titolo della cessione del credito e non è possibile chiedere il pagamento all'altra parte a fronte dell'esecuzione della propria prestazione, come non è possibile cedere il credito relativo al corrispettivo. 

La parte che ha eseguito una prestazione in base ad un contratto dichiarato nullo o annullato ha comunque diritto ad ottenere la restituzione della sua prestazione (eventualmente eseguita) in base all'art. 2033 cc. 

Per cui, in presenza di un contratto nullo o annullato l'esecuzione di una prestazione “oggettivamente non dovuta” (in base ad un contratto nullo o annullato) fa sorgere in favore dell'esecutore il diritto alla sua ripetizione, tale diritto ha natura di credito e, come tale, “suscettibile di trasferimento in forza del generale principio della libera cedibilità dei crediti”. 

 

Conclusione 

Quando si è uno degli attori coinvolti nelle procedure di cessione di credito a terzi è importante che gli accordi siano ben chiari. 

Come detto, è opportuno notificare la cessione del credito a terzi per non incorrere in situazioni ambigue da dover poi gestire. 

Una consulenza preventiva con un esperto potrebbe metterti in guardia da possibili errori nella comunicazione e nella gestione dei suddetti passaggi. 

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