Come investire pensando al futuro?


In base all’orizzonte temporale prescelto, ecco come investire per garantirsi un futuro sereno
Come investire pensando al futuro?


Come investire pensando al futuro?

E’ una domanda che già i nostri padri di erano posti nel secolo scorso, quando le condizioni economiche e reddituali erano differenti. Oggi, a maggior ragione, la stessa domanda se la devono porre le nuove generazioni, i Millenials e la Gen Z, i cosiddetti nativi digitali alle prese con un mondo sempre più tecnologico, da una parte, e precario dall’altra.

Anche le abitudini di consumo e di risparmio si sono modificate nel corso dei decenni, ma se c’è una aspetto che non è variato è la necessità di pensare al proprio futuro e alla propria serenità nel momento in cui si raggiungerà l’età pensionabile.

Già…l’età pensionabile! Può sembrare una chimera per molti giovani di oggi che pensano come alla pensione non ci arriveranno mai a causa di lavori precari, incostanti o stagionali.

Ma è proprio a causa di tale “precarietà” di oggi che bisogna pensare a costruire il futuro attraverso strumenti finanziari che possano mettere in sicurezza il domani.

Vi sono numerosi strumenti finanziari sul mercato che possono rispondere al meglio alle esigenze di chiunque, a seconda delle entrate e uscite finanziarie mensili, degli obiettivi a breve-medio-lungo termine, delle prospettive di lavoro e di guadagno, ecc…

Ecco perché, non è possibile a priori identificare uno strumento finanziario che vada bene ad ogni gusto e ad ogni portafoglio…ma occorre pianificare la propria strategia di risparmio e investimento con un consulente finanziario che analizzi il singolo caso e che fornisca alternative valide di investimento.

Inoltre, a ciò, vanno aggiunte anche le componenti emozionali e soggettive: c’è chi ha una propensione al rischio più elevata e chi più bassa, chi è predisposto a investire e chi meno.

Una cosa è certa: lasciare i propri risparmi (tanti o pochi che siano) sul conto corrente è di certo la scelta meno razionale e redditizia che ci sia.

Gli interessi attivi sono praticamente nulli e di certo non raggiugono l’inflazione annua (ovvero l’aumento generalizzato dei prezzi). La conseguenza è una lenta e inesorabile erosione del potere di acquisto, considerata alla stessa stregua di una “tassa occulta”.

Come detto, gli strumenti finanziari presenti sul mercato sono numerosi e non è possibile citarli tutti, ma quelli che possono essere presi in considerazione per investire accumulando risparmi in vista di obiettivi di medio-lungo sono i Pir, i Pac e i fondi pensione. Vediamoli brevemente in base al loro orizzonte temporale.

 

Come investire nel medio termine: i Pir

I Pir sono uno strumento finanziario relativamente recente e introdotto nel nostro Paese, con la Legge di Bilancio 2017, dopo essere stato largamente utilizzato all’estero (soprattutto nei Paesi anglosassoni).

Sono prodotti finanziari destinati esclusivamente alle persone fisiche, ovvero ai risparmiatori, e che la duplice funzione di offrire importanti vantaggi fiscali agli investitori (grazie ai benefici fiscali) e di favorire lo sviluppo delle PMI italiane (che rappresentano la maggior parte delle imprese del nostro territorio) bisognose di liquidità.

Grazie ai Pir, i risparmi degli italiani sono veicolati verso il tessuto produttivo del nostro Paese, offrendo ai risparmiatori la possibilità di guadagnare dall’investimento effettuato e alle PMI di crescere contando su una nuova forma di liquidità.

Le caratteristiche dei Pir sono:

•    Il 70% del Pir deve essere composto da strumenti finanziari emessi da imprese italiane (o estere, ma con stabile organizzazione in Italia), ad esclusione delle società del settore immobiliare. Di questo 70%, il 30% (quindi, il 21% del totale) deve essere costituito da strumenti finanziari emessi da PMI non comprese nell’indice borsistico FTSE MIB o indici equivalenti di altri mercati regolamentati. Infine, all’interno del Pir non può essere presente una quota superiore al 10% di strumenti finanziari emessi da uno stesso emittente per ridurre il rischio di perdite finanziarie.

•    Per poter usufruire dei vantaggi fiscali, il Pir deve essere mantenuto per almeno 5 anni.

•    E’ possibile investire in Pir per un ammontare massimo di 30 mila euro all’anno per cinque anni, per un totale complessivo di investimento di 10 mila euro.


I vantaggi fiscali del Pir sono:

•    L’esenzione dall’imposta sul capital gain (cioè il guadagno) che è pari, ad esempio, al 26% per gli investimenti su azioni e obbligazioni e al 12,50% sui Titoli di Stato

•    L’esenzione dall’imposta di successione

Nel caso, però, in cui i Pir, vengano smobilizzati prima dei cinque anni, si perdono i benefici fiscali.


Come investire nel medio-lungo termine: i Pac

I Pac, ovvero i “Piani di accumulo capitale”, sono uno strumento di investimento flessibile che permette di accumulare capitale nel tempo in maniera costante, graduale e in base alle proprie possibilità di risparmio per ottenere il montante finale desiderato.
Il suo funzionamento è semplice: periodicamente viene accantonata una quota costante di capitale, a seconda delle possibilità economiche e reddituali di ciascuno, che viene investita in quote di Fondi comuni di investimento.

Gli elementi del Pac, dunque, sono:

•    Il capitale iniziale, ovvero il valore nominale della somma investita al momento della sua sottoscrizione che varia in base al portafoglio di ciascuno.

•    Importo delle rate: l’ammontare accantonato mensilmente è costante e scelto dal risparmiatore in base alle proprie disponibilità finanziarie; l’importo, però, può essere modificato nel corso dell’investimento (in aumento o in diminuzione) a seconda di modifiche delle capacità reddituale del risparmiatore.

•    La frequenza dei versamenti: in genere è mensile, ma può essere anche bimestralmente, trimestralmente o semestralmente, a seconda della volontà dell’investitore.

•    La durata del piano: è l’arco temporale compreso tra la sottoscrizione del Pac e la sua scadenza; più l’orizzonte temporale è ampio e maggiore è la possibilità di ottenere un montante finale maggiore. Ad ogni modo, in qualunque momento è possibile ritirare quanto versato e guadanato.

I vantaggi del Pac

•    Possibilità di accantonare capitale investendolo e ottenendo alla scadenza un capitale maggiore

•    Possibilità di accantonamento in base alle proprie capacità reddituali

•    Possibilità di riscuotere il montante in qualunque momento

•    Possibilità di investire nel tempo riducendo i rischi di investimento legati alla volatilità dei mercati poiché la rateizzazione dell’investimento consente di smussare gli andamenti altalenanti dei valori degli asset.

 

Come investire nel lungo periodo: i fondi pensione

I fondi pensione sono uno strumento finanziario da affiancare alla “tradizionale pensione”. Forniscono una contribuzione integrativa che garantisce, una volta in pensione, all’incirca lo stesso tenore di vita goduto duranti gli anni di attività lavorativa. In pratica, grazie al fondo pensione, si integra la propria quota di pensione erogata dall’Inps.

Il fondo pensione è uno strumento molto utile, soprattutto per le nuove generazioni (Millenials e Gen Z) proprio per la precarietà odierna lavorativa.

Il fattore principale di tale strumento è il tempo: prima si sottoscrive un fondo pensione e più si potrà disporre di un capitale di sicurezza in età pensionabile.

Il fondo pensione è uno strumento attraverso il quale viene raccolto e investito l’importo che il lavoratore decide liberamente di accantonare e che, poi, si vedrà erogare al raggiungimento dell’età pensionabile, come la pensione “tradizionale”.

Riassumendo brevemente, i fondi pensioni si distinguono in:

•    Fondi pensione chiusi: sono fondi che possono essere sottoscritti esclusivamente da alcune categorie di lavoratori, per i quali sono stati previsi particolari contratti in accordo con le sigle sindacali e/o con le organizzazioni imprenditoriali di settore.

•    Fondi pensione aperti: sono fondi che possono essere sottoscritti da ogni lavoratore (sia esso alle dipendenze del settore pubblico o privato, oppure lavoratore autonomo).

•    I Pip o piani individuali pensionistici: sono piani pensati e organizzati ad hoc per sopperire alle esigenze dello specifico lavoratore

 

Per ottenere ulteriori informazioni su tali strumenti finanziari e i vantaggi fiscali relativi è consigliabile affidarsi a un consulente finanziario che possa indicare le alternative migliori in base alle proprie esigenze. Cercalo nel nostro sito. Il primo contatto in studio è gratuito!

 

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