Comunicazione dei finanziamenti e delle capitalizzazioni


Se il periodo di imposta coincide con l’anno solare, la comunicazione dei finanziamenti e delle capitalizzazioni va presentata entro il 30 ottobre
Comunicazione dei finanziamenti e delle capitalizzazioni

In base a quanto disposto dal D.L. 138/2011, i soggetti esercenti un’attività imprenditoriale devono comunicare all’Agenzia delle Entrate i finanziamenti e le capitalizzazioni che sono stati concessi all’impresa da parte dei soci (o dai familiari nel caso della ditta individuale), a favore appunto della società o ditta individuale.

Per quanto riguarda i finanziamenti e le capitalizzazioni ottenute nel 2014 la scadenza per presentare tale comunicazione è il 30 ottobre 2015. Questo, però, se il periodo di imposta corrisponde a quello solare. Nel caso di non coincidenza tra i due periodi (se, ad esempio, il periodo di imposta fosse 1 maggio 2013 - 30 aprile 2014), l’Agenzia delle Entrate, con il Provvedimento n. 54581 del 16 aprile 2014, ha disposto che la comunicazione va presentata "entro il trentesimo giorno successivo al termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta in cui i finanziamenti o le capitalizzazioni sono stati ricevuti".

La comunicazione deve essere presentata esclusivamente dalla società (di persone e di capitali) e dalle imprese individuali che hanno ricevuto finanziamenti e capitalizzazioni per un ammontare pari o superiore a 3.600 euro.

Vi sono, però, dei casi di esonero. Uno di questi dipende dalla presenza o meno di un conto corrente riferibile all’attività aziendale per le imprese in contabilità semplificata, mentre per quelle in contabilità ordinaria vige sempre l’obbligo indipendentemente dal fatto che ci sia o meno un c/c aziendale. Parlando, invece, delle sole imprese in contabilità semplificata, sono esonerate dall’obbligo dell’invio della comunicazione solo quelle che non hanno un conto corrente dedicato alla gestione dell’impresa.

Sono altresì esonerati anche i soggetti che adottano il regime dei minimi, il regime contabile semplificato e quello delle nuove iniziative. Accanto a questi casi di esonero ci sono poi i casi di esclusione oggettiva e soggettiva (non vanno comunicati, ad esempio, i finanziamenti e le capitalizzazioni concessi da altre persone giuridiche, o quelli già conosciuti dall’Amministrazione Finanziaria perché effettuati per atto pubblico, ecc...).

In caso di omessa, tardiva, incompleta o inesatta comunicazione scattano le sanzioni. Nello specifico, nei casi di omessa e tardiva comunicazione le sanzioni ammontano a un range compreso tra i 206 euro e i 5.164 euro. Nel caso di comunicazione incompleta o inesatta, le sanzioni sono ridotte della metà. In ogni caso, è possibile sanare la violazione con il ravvedimento operoso godendo di una riduzione della sanzione calcolata in base al tipo di violazione commessa e in base al tempo intercorso tra la violazione e la regolarizzazione.

Articolo del:

I professionisti più vicini a te in Consulenza fiscale e tributaria