Concorsi pubblici: come fare ricorso


Per essere assunti a tempo indeterminato dall’Amministrazione Pubblica è necessario il concorso pubblico. In caso di irregolarità si può fare ricorso
Concorsi pubblici: come fare ricorso

L’argomento è già stato affrontato in un altro articolo pubblicato da ProntoProfessionista.it, dal titolo "Concorsi pubblici truccati", dove si è affrontato il tema del limite tra il diritto alla privacy di tutti i partecipanti a una gara pubblica e il diritto di chi vuole fare ricorso contro eventuali "anomalie" riscontrate nel corso del concorso. A tal proposito, ricordiamo, che il Garante è intervenuto il con il provvedimento del 22 ottobre 1997, precisando che l’acceso ai dati amministrativi è un diritto riconosciuto a chiunque voglia tutelare i propri interessi personali.

Ora, però, si vuole affrontare un altro aspetto del problema: quello inerente agli strumenti legali che il candidato ha a disposizione per potersi vedere riconosciuto il diritto a uno svolgimento corretto e trasparente di un concorso pubblico. Innanzitutto, va precisato che l’assunzione a tempo indeterminato presso una qualsiasi struttura o ente della Pubblica Amministrazione avviene esclusivamente dopo aver vinto un concorso pubblico che permette l’inserimento in una graduatoria di assunzione. Tramite il concorso, la Pubblica Amministrazione ha la possibilità di accertare le competenze e conoscenze acquisite del candidato tramite il vaglio dei titoli di studio, le esperienze lavorative, i corsi di formazione e lo svolgimento dell’esame. Al termine della valutazione dei requisiti dei singoli partecipanti, sarà predisposta la graduatoria definitiva di assunzione a ruolo.

Può capitare, purtroppo, che durante lo svolgimento della prova pubblica, si abbia l’impressione che ci siano delle irregolarità durante lo svolgimento della gara e, quindi, nella stesura della graduatoria definitiva. Molto spesso, chi è convinto di aver subito un’errata valutazione o abbia notato delle irregolarità, non denuncia il fatto perché convinto di non ottenere comunque nessun risultato o per timore che una denuncia possa compromettere la sua valutazione in eventuali concorsi pubblici successivi.

La legge, però, consente la possibilità di difendersi contro i "concorsi pubblici truccati" o irregolari. Quando il bando di gara viola le norme del nostro ordinamento o i regolamenti dell’ente che bandisce il concorso, o quando si hanno dei dubbi sui criteri di valutazione e sull’assegnazione dei punti utili per la graduatoria, è possibile e doveroso fare ricorso allo scopo di provare l’illegittimità del concorso stesso.

Il ricorso deve essere presentato al Tribunale Amministrativo Regionale (T.A.R.) entro 60 giorni dall’emanazione del provvedimento che si vuole impugnare, in modo che sia sottoposto a revisione. Nella domanda di ricorso occorre allegare il bando di concorso, l’eventuale provvedimento di esclusione, la graduatoria e tutti gli elementi che si ritengono più opportuni (ad esempio i titoli presentati e non accettati).

Un adempimento da non dimenticare è la notificazione del ricorso sia all’ente pubblico che ha emanato il bando di gara sia a tutti gli altri candidati che sono stati inseriti nella graduatoria definitiva redatta al termine della prova e che sarebbero danneggiati in caso di accettazione del ricorso. La mancata notifica del ricorso preclude la possibilità di poter far valere le proprie ragioni e i propri diritti. Per questo, è consigliabile farsi assistere da un legale sia in sede di procedimento giudiziario che nella raccolta di prove e documenti utili.

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