Condominio, detrazioni per gli interventi sulle parti comuni


Si ha diritto alla detrazione del 65% per tutte le spese sostenute dal 6.6.2013 al 31.12.2015
Condominio, detrazioni per gli interventi sulle parti comuni

La Legge Finanziaria 2015 (Legge n. 190/2014) ha prorogato le detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica, di ristrutturazione edilizia e per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici. Contemporaneamente, ha anche stabilito una detrazione pari al 65% per gli interventi sulle parti comuni condominiali o che riguardano tutte le unità immobiliari che compongono il condominio stesso. Le detrazioni, sancite grazie alle modifiche apportate al comma 2 dell’art. 14 del DL n. 63/2013, riguardano le spese sostenute dal 6 marzo 2013 al 31 dicembre 2015.

Ma cosa si intende per parte comune condominiale? E’ il legislatore a precisarlo con l’art. 1117 del Codice Civile che recita:
"Sono oggetto di proprietà comune dei proprietari delle singole unità immobiliari dell'edificio, anche se aventi diritto a godimento periodico e se non risulta il contrario dal titolo:
1) tutte le parti dell'edificio necessarie all'uso comune, come il suolo su cui sorge l'edificio, le fondazioni, i muri maestri, i pilastri e le travi portanti, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni di ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili e le facciate;
2) le aree destinate a parcheggio nonché i locali per i servizi in comune, come la portineria, incluso l'alloggio del portiere, la lavanderia, gli stenditoi e i sottotetti destinati, per le caratteristiche strutturali e funzionali, all'uso comune;
3) le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere destinati all'uso comune, come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, gli impianti idrici e fognari, i sistemi centralizzati di distribuzione e di trasmissione per il gas, per l'energia elettrica, per il riscaldamento ed il condizionamento dell'aria, per la ricezione radiotelevisiva e per l'accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi collegamenti fino al punto di diramazione ai locali di proprietà individuale dei singoli condomini, ovvero, in caso di impianti unitari, fino al punto di utenza, salvo quanto disposto dalle normative di settore in materia di reti pubbliche".

Un caso particolare è rappresentato dal cosiddetto "condominio minimo", ovvero quel condominio in cui vi è la presenza di almeno due differenti proprietari esclusivi di diverse porzioni dell'immobile e di un numero non superiore a 8 condòmini (prima delle modifiche apportate all’articolo 1129 c.c. dalla Legge n. 220/2012, il riferimento era a quattro condomini). Il numero dei condòmini è importante soprattutto ai fini dell’obbligo di nomina dell’amministratore e della redazione del regolamento condominiale.

Ritornando al tema delle detrazioni, l’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 11/E del 21 maggio 2014, ha chiarito che per avere diritto alla detrazione del 65% per gli intervenenti alle parti comuni del condominio minimo, i condomini devono richiedere il codice fiscale del condominio in modo da addebitare le spese al condominio stesso. Per quanto riguarda il pagamento, invece, questo può essere effettuato attraverso un conto corrente intestato al condominio oppure tramite un conto corente intestato a uno dei condòmini, indicando nel bonifico sia il codice fiscale del condomìnio che quello del condòmino che ha effettuato i lbonifico.

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