Congedi parentali: novità nel Jobs Act


Dal congedo parentale a ore ai nuovi diritti per i lavoratori autonomi
Congedi parentali: novità nel Jobs Act

Tra i capitoli del Jobs Act, ce n’è uno che riguarda i congedi parentali. La novità più importante è quella che riguarda il congedo parentale a ore. Si tratta, in sostanza, della possibilità, per il genitore che richiede il congedo parentale non retribuito, di poter usufruire di tale diritto anche solo per qualche ora lavorativa e non obbligatoriamente per un periodo di settimane o mesi interi. La "paternità" del congedo a ore, però, non è del Jobs Act poiché tale flessibilità era stata già introdotta dal Governo Monti con una Legge rimasta, nella pratica, inapplicata dato che i diversi contratti collettivi nazionali avrebbero dovuto regolamentarne l’attuazione. Il Jobs Act, quindi, ha il merito di rendere applicabile il congedo parentale a ore, dato che concede la possibilità di usufruirne anche in assenza di precise prescrizioni nei contratti collettivi nazionali.

E’, invece, tutto merito del Jobs Act l’allungamento del periodo entro il quale è possibile richiedere il congedo parentale non retribuito: dagli otto anni di vita del bambino o dal suo ingresso in famiglia al compimento dei 12 anni di età del minore o dal suo ingresso in famiglia. Viene allungato, di conseguenza, anche il periodo in cui è possibile richiedere il congedo parentale retribuito. In questo caso, il limite dei tre anni di età del bambino entro il quale poter usufruire di un periodo di congedo di massimo sei mesi ricevendo il 30% della retribuzione, viene spostato a sei anni di età del minore. Resta invariata la condizione cumulativa del congedo: la somma dei mesi di congedo richiesti da parte di entrambi i genitori non può essere superiore ai sei mesi.

Maggiori tutele sono previste per i lavoratori e le lavoratrici autonome. Innanzitutto, l’indennità di maternità spetta alle neo-mamme anche se il committente per il quale si è lavorato non ha versato i contributi previdenziali. Ma un’attenzione particolare è stata rivolta ai padri. Intanto perché è stato introdotto il diritto al congedo parentale spettante al padre anche se la madre è una lavoratrice autonoma. E poi perché il congedo parentale spetta al padre lavoratore autonomo nel caso di morte o di grave infermità della madre o nei casi di abbandono dei figli o di affidamento esclusivo dei figli.

Viene poi confermata la possibilità di cumulare i giorni di maternità obbligatoria non goduti prima del parto a quelli spettanti di diritto dopo la nascita del bambino. Si parla dei cinque mesi obbligatori di maternità (in genere due prima del parto e tre dopo il parto). Tale conferma riguarda i casi di parti prematuri dove i mesi di maternità obbligatoria vengono goduti in parte o per nulla. Se, infine, a causa del parto prematuro o di altre cause mediche, il neonato viene ricoverato in una struttura sanitaria pubblica o privata, la madre ha la facoltà di sospendere il congedo di maternità fino alle dimissioni dall’ospedale del figlio.

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