Congedo papà: confermato e ampliato dalla Legge di Bilancio 2021


Confermato anche per il 2021 il congedo parentale paterno con l’innalzamento dei giorni da 7 a 10 giorni
Congedo papà: confermato e ampliato dalla Legge di Bilancio 2021

La legge di Bilancio 2021 ha confermato anche per il 2021 le disposizioni relative al congedo obbligatorio per i padri lavoratori dipendenti, introdotte in via sperimentale con la Legge 28 giugno 2012, n. 92.

Non solo. La Manovra 2021 ha anche ampliato i giorni di congedo obbligatorio, facendoli passare da 7 a 10. Tali giorni di congedo possono essere utilizzati in via continuativa oppure in maniera distanziata, ma comunque sempre entro 5 mesi dalla nascita del figlio.

Il congedo parentale paterno, inoltre, è fruibile sia nei confronti dei figli nati nel 2021, ma anche in caso di adozioni oppure d affidamenti di minori avvenuti sempre nel 2021.
Le novità sono state illustrate nella circolare INPS 11 marzo 2021, n. 42.

 

 

 

Cos’è il congedo parentale paterno obbligatorio?

La Legge 28 giugno 2012, n. 92 ha introdotto in via sperimentale il congedo parentale paterno obbligatorio e remunerato per i lavoratori dipendenti.

Ciò allo scopo di favorire e sostenere la genitorialità e per promuovere una cultura di maggiore condivisione dei compiti relativi alla cura dei figli tra madri e padri, anche in funzione delle attività lavorative di entrambi i genitori.

Per questo, l’articolo 4, comma 24, lettera a) della legge citata ha previsto l’astensione retribuita del padre, lavoratore dipendente, entro il compimento di cinque mesi di vita del figlio.

Per poter usufruire dell’astensione, il padre/lavoratore deve comunicare in forma scritta al datore di lavoro i giorni in cui intende avvalersi della facoltà, almeno 15 giorni prima di potere usufruire.

Come detto, al misura è stata introdotta in via sperimentale per gli anni 2013-2015, ma poi è stata confermata anche negli anni successivi.

Anche la Legge di Bilancio 2021 ha confermato il congedo paterno, ma ha apportato alcune modifiche rispetto all’anno scorso.

 

 

Congedo papà: le modifiche della Legge di Bilancio 2021

La Legge di Bilancio 2021 ha apportato alcune modifiche al congedo parentale paterno retribuito aumentando i giorni di congedo.

Nello specifico, le modifiche sono state introdotte con l’articolo 1, comma 363, lettera a), della Manovra 2021, stabilendo che i giorni di congedo parentale paterno passino da 7 giorni a 10 giorni per l’anno 2021.

Per le nascite, o adozioni o affidamenti, avvenuti nel 2020, i giorni di congedo restano 7.
Come detto, tali giorni di congedo devono essere usufruiti entro il compimento dei 5 mesi di vita del figlio o entro i 5 mesi dall’adozione o dall’affidamento.

Riassumendo, le modifiche apportate dall’articolo 1, comma 363, lettere a) e b), della Legge di bilancio 2021 e illustrate nella circolare INPS 11 marzo 2021, n. 42 sono:

- la proroga del congedo obbligatorio e del congedo facoltativo del padre anche per le nascite, le adozioni e gli affidamenti avvenuti nell’anno 2021;

- l’ampliamento da sette a dieci giorni del congedo obbligatorio dei padri, da fruire, anche in via non continuativa, entro i cinque mesi di vita o dall’adozione o affidamento del minore.

Infine, l’articolo 1, comma 363, lettera c), sempre della legge n. 178/2020 ha anche prorogato, per l'anno 2021, “la possibilità per il padre lavoratore dipendente di fruire di un ulteriore giorno di congedo facoltativo, previo accordo con la madre e in sua sostituzione, in relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a quest’ultima”.

 

 

Congedo papà: come presentare la domanda

Le modalità per la presentazione della domanda di congedo parentale paterno restano invariate rispetto al passato.

Dunque, sono tenuti a presentare domanda all’Inps soltanto i lavoratori dipendenti “per i quali il pagamento delle indennità è erogato direttamente dall’INPS, mentre, nel caso in cui le indennità siano anticipate dal datore di lavoro, i lavoratori devono comunicare in forma scritta al proprio datore di lavoro la fruizione del congedo (…), senza necessità di presentare domanda all’Istituto”.

In questo ultimo caso, infatti, è il datore di lavoro a dover comunicare all'INPS le giornate di congedo fruite dal dipendente attraverso il flusso Uniemens.

 

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