Contraffazione: persi 105 mila posti di lavoro


Ministero dello sviluppo economico, Censis e Coldiretti denunciano i danni provocati sul mercato del lavoro e sulla produzione legale italiana
Contraffazione: persi 105 mila posti di lavoro

Il mercato dei falsi, con il suo fatturato annuo di circa 6,5 miliardi, vanifica la possibilità di ottenere 17,7 miliardi di euro di produzione aggiuntiva e di sviluppare un ulteriore giro d’affari di 5,6 miliardi di euro nell’indotto composto dalle aziende che forniscono materie prime, semilavorati e servizi. Cosa ancor più grave, la contraffazione provoca la mancata assunzione di almeno 105 mila lavoratori regolari a temo pieno. Inoltre, altro dato non meno rilevante data l’alta pressione fiscale italiana, il mercato illegale delle merci contraffatte genera minori introiti nella casse dello Stato, tra imposte dirette e indirette, pari a 5 miliardi e 280 milioni di euro.

Un danno consistente, dunque, perpetrato immettendo sul mercato falsi e imitazioni e denunciato dal Ministero dello sviluppo economico in collaborazione con il Censis. Il settore più colpito dalla contraffazione è quello dell’abbigliamento, che genera il 34% dei ricavi illegali, seguito dal comparto tecnologico (cd, dvd, software...) che occupa una quota del 27,3% e dal settore alimentare, con il 15,8%.

Proprio in merito al settore alimentare, la Coldiretti ha denunciato i danni provocati al made in Italy nella sola regione dell’Emilia Romagna nell’ambito di una mostra dei falsi a Modena, in occasione dell'XI convegno della Società Italiana Marketing sul "Food marketing - mercati, filiere, sostenibilità e strategie di marca". Secondo la Coldiretti, il giro d’affari della contraffazione alimentare made in Italy dei prodotti emiliani e romagnoli supera gli otto miliardi di euro dei 60 totali a livello nazionale. Sul fronte dell’occupazione, inoltre, il mercato dei falsi fa perdere circa 30 mila posti di lavoro, su un totale di 105 mila stimati dal Ministero dello sviluppo economico.

Sul sito della Guardia di finanza sono elencati i consigli utili per difendersi dalla contraffazione che riguarda le monete, le banconote, i giocattoli e i cosmetici, ovvero gli oggetti maggiormente contraffatti. Per ciascuno di tali oggetti è spiegato come individuare la prova della falsificazione, gli elementi da verificare e controllare.

Per quanto riguarda i giocattoli, ad esempio, la GDF consiglia di verificare che sulla confezione compaiano in maniera visibile, leggibile e indelebile la marcatura CE con cui il fabbricante attesta la conformità del giocattolo alle prescrizioni di legge, la ragione sociale e l’indirizzo del fabbricante o del responsabile dell'immissione sul mercato e le avvertenze sulle fasce d'età consigliate e le precauzioni d'uso per la manutenzione e il montaggio. Per quanto riguarda i cosmetici, devono essere indicati, tra le tante informazioni, la ragione sociale e la sede legale del produttore o del responsabile dell'immissione sul mercato del prodotto, il contenuto, la quantità di prodotto in grammi o in millilitri, la data di durata minima di un prodotto cosmetico, le precauzioni particolari per l'impiego e l'elenco degli ingredienti. Particolare attenzione va prestata alle banconote e alle monete falsificate, più difficilmente riconoscibili dal comune cittadino. Nel sito della Guardia di Finanza si trovano decritti tutti i metodi per poter riconoscere una moneta o una banconota contraffatta, utilizzando il tatto, ad esempio, o tenendo la banconota in controluce, in modo che riconoscere il denaro falsificato sia sempre più semplice.

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