Cosa fare per non pagare più il Canone Rai


Ecco quali sono i casi in cui si può richiedere la disdetta del tanto famigerato canone Tv
Cosa fare per non pagare più il Canone Rai

Puntuale come sempre, a fine gennaio arriva la scadenza del canone Tv. Una scadenza mal digerita da tanti contribuenti che, alla fine, optano per l’evasione e per il mancato pagamento di quanto dovuto. Eppure, dei modi "leciti" per non pagare più il canone ci sono.

Innanzitutto va detto che il canone Tv, anche se continua a essere conosciuto come Canone Rai, deve essere versato non perché si è telespettatori dei programmi Rai, ma poiché si detiene in casa uno o più apparecchi adibiti alla ricezione dei programmi televisivi. Quindi, non serve a nulla rinunciare a vedere le reti Rai. Il Canone Tv è a tutti gli effetti un'imposta che si deve pagare soltanto perché si possiede un apparecchio radiotelevisivo, indipendentemente dall'uso che se ne fa e dai programmi seguiti. Gli unici apparecchi che si possono avere senza correre il rischio di dover pagare il Canone Tv sono i PC senza sintonizzatore TV, i monitor per i computer, le casse acustiche e i videocitofoni!

Tornando all’aspetto economico, dal 2008 sono sempre esonerati dal pagamento del Canone Tv tutte le persone che hanno più di 75 anni di età e dichiarano un reddito familiare non superiore a 6.713,98 euro. Unica condizione: per chiedere l’esonero non bisogna convivere con persone diverse dal coniuge (ad esempio i figli) che hanno redditi propri. Se si è già pagato, si può chiedere il rimborso all’Agenzia delle Entrate.
A partire dal 2011, inoltre, i pensionati che hanno un reddito inferiore ai 18 mila euro possono chiedere di pagare l’imposta mensilmente tramite trattenuta diretta da parte del proprio ente pensionistico di riferimento.

Ma a parte gli over 75, come si fa per non pagare più?
E’ possibile richiedere la disdetta al Canone Tv:
- per cessione o alienazione di tutti gli apparecchi tv posseduti
- nei casi di rottamazione, furto o incendio di tutti gli apparecchi tv posseduti
- per suggellamento

Per quanto riguarda la cessione e l’alienazione, basta comunicare allo Sportello Abbonamenti TV (S.A.T.) dell’Agenzia delle Entrate di aver trasferito il bene ad altri, indicando i dati del nuovo possessore. In caso di rottamazione, occorre comunicare di aver dismesso gli apparecchi radiotelevisivi presso un’impresa di smaltimento rifiuti di cui occorre fornire i dati. Infine, l’ipotesi del suggellamento. Tale alternativa prevede che tutti gli apparecchi televisivi posseduti vengano sigillati in appositi involucri da un tecnico incaricato in modo che non siano più utilizzabili.

Per richiedere la disdetta occorre compilare un modulo scaricabile dal sito www.abbonamenti.rai.it e indicare la motivazione della disdetta, tra cessione, rottamazione o suggellamento. Il documento compilato e firmato va poi inviato con una raccomandata A/R allo Sportello Abbonamenti TV (S.A.T.) dell’Agenzia delle Entrate. Nell’ipotesi del suggellamento, inoltre, bisogna pagare, sempre all’Agenzia delle Entrate, 5,16 euro per ogni apparecchio da suggellare. Una volta spedita la disdetta, si è esonerati dal pagamento del canone a partire dall’anno successivo (o dal semestre successivo nel caso di pagamento semestrale o trimestrale).

Mentre è relativamente semplice provare di aver ceduto o rottamato la tv, la pratica del suggellamento potrebbe essere relativamente più complessa oltre che più costosa. E’ evidente, però, che una volta ceduti o rottamati gli apparecchi radiotelevisivi non si può più, ovviamente, essere titolari di abbonamenti TV (Sky, Mediaset, ecc...).

Se invece proprio non si riesce a rinunciare alle partite in tv della domenica o del programma preferito del mercoledì sera, non resta che versare il Canone Tv entro il 31 gennaio in caso di pagamento annuale, entro il 31 gennaio e 31 luglio nel caso di pagamento semestrale od entro il 31 gennaio, il 30 aprile, il 31 luglio e il 31 ottobre se si preferisce il pagamento a rate trimestrali.

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