Credito di imposta, compensazione anche per le accise


Il credito di imposta per interventi di riqualificazione energetica può essere portato in compensazione di accise sul consumo di energia elettrica e gas naturale
Credito di imposta, compensazione anche per le accise

L’agenzia delle Entrate, con la risposta n. 1 del 2020 all'istanza di interpello presentata da una società di fornitura di energia elettrica e gas naturale ha avuto modo di chiarire che il credito di imposta derivante da interventi di riqualificazione energetica può essere portato in compensazione di "tributi dovuti a titolo di accise sul consumo di energia elettrica e gas naturale".

L’istanza di interpello è stata avanzata da una società che si occupa della vendita di energia elettrica e gas naturale e tra i suoi clienti figurano anche imprese che eseguono interventi di riqualificazione edilizia. Proprio uno dei suoi clienti aveva accettato di scontare direttamente in fattura il credito di imposta dovuto ad interventi di riqualificazione energetica commissionati da un suo committente. A sua volta, la società edilizia, che aveva scontato in fattura il credito di imposta, voleva cedere la sua tax credit alla società di energia elettrica e gas naturale. Quest’ultima, dunque, ha chiesto all’Agenzia delle Entrate se era possibile utilizzare il credito di imposta per compensare i debiti nei confronti dello Stato per tributi dovuti a titolo di accise sul consumo di energia elettrica e gas naturale.

Per rispondere, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito quale sia la normativa da applicare.
L'articolo 14 del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63, dispone che “Per gli interventi di efficienza energetica (…), il soggetto avente diritto alle detrazioni può optare, in luogo dell'utilizzo diretto delle stesse, per un contributo di pari ammontare, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e a quest'ultimo rimborsato sotto forma di credito d'imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, in cinque quote annuali di pari importo, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, (…). Il fornitore che ha effettuato gli interventi ha a sua volta facoltà di cedere il credito d'imposta ai propri fornitori di beni e servizi, con esclusione della possibilità di ulteriori cessioni da parte di questi ultimi. Rimane in ogni caso esclusa la cessione ad istituti di credito e ad intermediari finanziari”.

In altre parole, la persona che commissiona interventi di riqualificazione energetica, e che quindi ha diritto al credito di imposta, può scegliere di ottenere uno sconto direttamente nella fattura emessa da chi esegue i lavori al posto di usufruire delle 10 quote annuali e costanti di detrazione in sede di dichiarazione dei redditi. Per l'impresa che realizza il lavoro e che effettua lo sconto in fattura, tale sconto rappresenta un credito d'imposta da utilizzare in compensazione in cinque quote annuali e costanti, come stabilito nell’art. 14 del DL 63/2013. In alternativa, però, può a sua volta cedere il credito di imposta a un suo fornitore il quale potrà utilizzarlo sempre in compensazione dei tributi con le cinque quote annuali e di pari importo. Quest’ultimo, però, non potrà più cedere il credito di imposta.

Nel caso specifico, chi aveva commissionato i lavori di riqualificazione energetica aveva richiesto lo sconto direttamente in fattura alla società che aveva effettuato i lavori. Quest’ultima, aveva successivamente ceduto il credito di imposta al suo fornitore, ovvero la società di energia elettrica e gas naturale che ha proposto l’interpello.
La richiesta di chiarimenti è stata avanzata per capire se il credito di imposta ereditato potesse essere utilizzato in compensazione anche dei tributi dovuti alle accise sul consumo di energia elettrica e gas naturale.

Sul punto, l’Agenzia delle Entrate ha dato risposta affermativa citando l'articolo 28, comma 7, n. 388 del 2000 e il Testo Unico sulle accise (D.lgs. 26 ottobre 1995, n. 504).
È, quindi, possibile compensare i tributi relativi alle accise sul consumo di energia elettrica e gas naturale con il credito di imposta derivante da interventi di riqualificazione energetica. La compensazione può avvenire utilizzando il modello di pagamento unificato "F24 ACCISE".

Come ha sottolineato l’Agenzia delle Entrate, però, non è possibile utilizzare le eccedenze a credito per accise per compensare i debiti per altre imposte e contributi.

 

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