Credito d'imposta ricerca e sviluppo 2019: ecco cosa cambia


Il disegno di legge di Bilancio 2019 apporta delle modifiche importanti al bonus ricerca e sviluppo
Credito d'imposta ricerca e sviluppo 2019: ecco cosa cambia

Il disegno di legge di Bilancio 2019, attraverso l’articolo 13, apporta delle modifiche importanti al bonus ricerca e sviluppo, che resta confermato, ma subisce un ridimensionamento.

 

Innanzitutto vengono reintrodotte le aliquote differenziate di credito di imposta in base alle tipologie di spese ammissibili e viene ridotto il tetto massimo di credito concedibile per impresa.

Infatti, l’aliquota di agevolazione viene ridotta dal 50% al 25% per alcune tipologie di spese ammissibili, mentre il beneficio massimo concedibile si dimezza passando da 20 a 10 milioni di euro.

 

Si avrà, quindi, un ridimensionamento dell’agevolazione. Se con la Legge di Bilancio 2017, il bonus ricerca e sviluppo era stato potenziato, con la prossima Legge di Bilancio 2019 si intende andare nel senso opposto. Infatti, oltre alla riduzione del tetto massimo concedibile e la riduzione dell’aliquota per diverse voci di spesa ammissibili, l’aliquota viene ridotta anche in relazione alle spese del personale, mantenendo l’aliquota del 50% di credito di imposta esclusivamente nei casi in cui:

- le spese del personale siano sostenute per attività di ricerca e sviluppo organizzate internamente all’impresa e siano svolte da dipendenti titolari di un rapporto di lavoro subordinato (sia a tempo indeterminato, sia determinato)

- le attività di ricerca e sviluppo siano commissionate a terzi, ma soltanto per i contratti stipulati con Università, enti e organismi di ricerca, startup e PMI innovative indipendenti.

 

L’aliquota, viceversa, si riduce al 25%, nei casi in cui:

- le spese del personale siano sostenute per attività di ricerca e sviluppo organizzate internamente all’impresa ma siano svolte da lavoratori autonomi, collaboratori e, in generale, da chi non è assunto con contratto subordinato

- le attività di ricerca e sviluppo siano commissionate a terzi che non siano Università, enti e organismi di ricerca, startup e PMI innovative indipendenti.

 

Di contro, però, nella legge di Bilancio 2019 si includono tra le spese ammissibili anche quelle destinate alla fornitura di materiali necessari per lo svolgimento delle attività di laboratorio o per la realizzazione dei prototipi o degli impianti pilota di ricerca e sviluppo sperimentale.

 

Con il ritorno alle aliquote differenziate (dal 50% al 25%), si dovrà necessariamente introdurre un nuovo criterio di calcolo del credito di imposta usufruibile, che deve essere calcolato sull’eccedenza agevolabile, ovvero sulla differenza tra l’ammontare delle spese ammissibili sostenute nel periodo agevolato e la media del triennio 2012-2014, differenziando la quota sulla quale applicare l’aliquota del 50% e quella sulla quale applicare l’aliquota del 25%.

 

Altre novità introdotte riguardano due adempimenti formali: l’obbligo di specifica certificazione delle spese ammissibili (che viene esteso a tutte le imprese e non solo alle piccole imprese e senza la quale non si può usufruire del beneficio) e la presentazione di una relazione tecnica illustrativa dei progetti di ricerca e sviluppo svolti.

 

Aspetto da sottolineare è che, mentre le novità relative ad aliquote, massimali e spese ammissibili si applicano a decorrere dal 2019, gli adempimenti formali (certificazioni e relazioni tecniche) hanno, invece, effetto sul credito d’imposta maturato nel periodo d’imposta in corso (al 31 dicembre 2018).

 

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