Cyberbullismo, approvate nuove norme


E’ legge il testo che contrasta il cyberbullismo a tutela dei minori
Cyberbullismo, approvate nuove norme

La Camera dei deputati ha approvato in via definitiva e all’unanimità la Legge mirata a contrastare il cyberbullismo nei minori. Il testo, dopo essere stato approvato in prima lettura al Senato il 20 maggio 2015, era stato poi modificato alla Camera nel settembre dell’anno scorso. Dopo il nuovo vaglio a Palazzo Madama della proposta di legge modificata a Montecitorio, il testo era di nuovo approdato alla Camera dove, stavolta, è stato votato all’unanimità con 432 voti favorevoli e una sola astensione, e senza subire ulteriori modificazioni.

"Questa legge è un primo passo necessario. La dedichiamo a Carolina Picchio e a tutte le altre vittime del cyberbullismo", ha commentato a Montecitorio la presidente Laura Boldrini prima della votazione.

Ma quali sono i contenuti della legge? Il provvedimento introduce una serie di misure che mirano da una parte a contrastare il cyberbullismo attraverso una stretta sul web sulle pubblicazioni, mentre dall’altra a prevenire il fenomeno attraverso strumenti di carattere educativo coinvolgendo scuole e polizia per "favorire una maggior consapevolezza tra i giovani del disvalore di comportamenti persecutori che, generando spesso isolamento ed emarginazione, possono portare a conseguenze anche molto gravi su vittime in situazione di particolare fragilità".

Ecco i punti principali.
Oscuramento del web. Il minorenne di almeno 14 anni, vittima di cyberbullismo, o il genitore/tutore, può presentare istanza al gestore del sito Internet o del social media o, comunque, al titolare del trattamento dei dati personali per chiedere che i contenuti reputati lesivi vengano oscurati, rimossi o comunque bloccati. Il gestore ha 24 ore di tempo per comunicare di aver ricevuto l’istanza e per rimuovere i contenuti contestati. In caso di inadempienza del gestore, ci si può rivolgere al Garante per la protezione dei dati personali che, entro 48 ore, deve provvedere alla rimozione.

Obbligo di comunicazione alle famiglie: in caso di cyberbullismo nella scuola, il dirigente scolastico ha l’obbligo di comunicare tempestivamente l’episodio ai genitori i ai tutori dei minori coinvolti e di promuovere azioni e programmi educativi di contrasto al cyberbullismo. I progetti devono essere mirati all’educazione informatica e all'uso consapevole di internet

Docenti anti-bullismo. In ogni scuola deve essere designato un docente referente per le iniziative promosse contro il cyberbullismo anche attraverso la collaborazione con la polizia e con le associazioni e centri di aggregazione giovanile presenti sul territorio

Linee di orientamento e monitoraggio. Presso la Presidenza del Consiglio è stato istituito un tavolo tecnico per la prevenzione ed il contrasto del cyberbullismo che prevede, inoltre, l'adozione da parte del MIUR di apposite linee di orientamento per le scuole. Tali linee di orientamento devono essere aggiornate ogni due anni e dovranno prevedere programmi guida in ambito della formazione del personale scolastico, della promozione di un coinvolgimento diretto degli studenti e del sostegno e della rieducazione dei minori coinvolti

Ammonimento del questore. Prima che venga proposta querela o presentata denuncia contro il cyberbullo per i reati di ingiuria, diffamazione, minaccia o trattamento illecito di dati personali, la vittima di cyberbullismo può ricorrere alla strumento dell’ammonimento del questore, così come previsto per i casi di stalking. Così facendo, il questore convoca il cyberbullo assieme ad almeno un genitore/tutore e lo ammonisce formalmente invitandolo a non ripetere gli atti vessatori.

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