Dal regime forfettario a quello dei minimi: si può?


Quali sono le soluzioni per coloro che all’inizio dell’anno hanno aperto la Partita Iva con regime ordinario o forfettario prima dell’approvazione del Decreto Milleproroghe
Dal regime forfettario a quello dei minimi: si può?

Come ormai si sa, la Legge Finanzaria 2015 ha soppresso, a partire dal 1° gennaio di quest’anno i seguenti regimi:
- il regime delle nuove iniziative ex art. 13, Legge n.388/2000
- il regime dei minimi ex art. 27, commi 1 e 2, DL n. 98/2011
- il regime contabile agevolato ex art. 27, comma 3, DL n. 98/2011

Al loro posto, è stato introdotto, con l’art. 1, commi da 54 a 89, il nuovo regime forfettario che prevede un’imposta sostitutiva del 15% e diverse soglie di redditività differenziate per tipologia di attività lavorativa. Senza entrare nel merito delle condizioni contabili del regime forfettario, ciò che interessa capire è cosa può fare un professionista che ha aperto la Partita Iva con tale regime o con il regime ordinario prima che venisse approvato il Decreto Milleproroghe e prima, dunque, che venisse reintrodotto temporaneamente il regime dei minimi.

Il Decreto Milleproroghe (DL n. 192/2014), infatti, recentemente approvato dal Parlamento, tra le tante cose ha prorogato per tutto l’anno 2015, la possibilità di aprire la Partita Iva con il regime dei minimi. Attenzione, però, perché la proroga non vale per gli altri due regimi agevolati (quello delle nuove iniziative e quello contabile agevolato).

Probabilmente sotto la spinta del malcontento del mondo professionale che si è visto negare la possibilità di un regime allettante come quello dei minimi a fronte di quello forfettario, per molti aspetti meno vantaggioso del precedente, l’Esecutivo ha concesso ancora un anno di tempo per avvalersi del regime dei minimi.

Sono, però, molti i professionisti che, dopo il 1° gennaio 2015 ma prima dell’approvazione del Decreto Milleproroghe hanno aperto la partita Iva con il neo regime forfettario o con il regime ordinario e che adesso, data la possibilità di avvalersi del regime dei minimi, vorrebbero transitare in quest’ultimo regime.

Si può fare? La risposta è sì! Ci sono però delle questioni da risolvere, prime fra tutte la modalità di comunicazione all’Anagrafe tributaria della volontà di cambiare regime oppure quella di modificare delle fatture già emesse in applicazione del regime ordinario o forfettario. Sono questioni squisitamente contabili che un buon commercialista potrà illustrarvi e risolvervi.

In linea generale, è possibile dire che, in mancanza di chiarimenti specifici in merito da parte dell’AdE, ai fini dell’individuazione del regime applicabile, vale il comportamento concludente del contribuente.

Per quanto riguarda la problematica legata alle fatture già emesse, bisogna ricordare che è possibile emettere delle note di variazione, considerando che è molto più semplice fare le variazioni se si passa dal regime forfettario a quello dei minimi (dato che in entrambi i casi le prestazioni professionali non sono soggette né a Iva né a ritenuta d’acconto), mentre è più "complicato" se si vuole trasformare il regime ordinario in regime dei minimi.

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