Dall’Expo al Sud Milano


L'esposizione internazionale è l'occasione per ripensare all'equilibrio tra espansione architettonica e tutela dell'identità agricola della Bassa milanese
Dall’Expo al Sud Milano

Frutto di anni di studi, raccolte e ricerche, il testo "Sud Milano. Storia e prospettive di un territorio", edito da Il Poligrafo nella collana Il tempo e le opere diretta da Daniele Vitale, ripercorre i tratti distintivi del territorio che si estende in quella che viene definita la Bassa Milanese, la convivenza di un territorio prevalentemente agricolo con l’espansione edilizia a partire dalla metà del secolo scorso e si interroga, soprattutto, sulle dinamiche architettoniche in atto. Se non un atto di critica, il testo è sicuramente un appello a ridisegnare gli scenari futuri in chiave di tutela del territorio e della sua identità.

Il testo, a cura di Francesca Floridia, docente presso il Politecnico di Milano, è un lavoro a più mani a cui hanno contribuito ricercatori, docenti, architetti e il fotografo Stefano Topuntoli, a partire dal 2008 e che prende le mosse da un seminario sulle prospettive future del Sud Milano.

Ecco che allora, l’Expo di Milano rappresenta un’occasione unica e imperdibile. Il suo slogan "Nutrire il Pianeta. Energia per la vita" ben si addice a interrogarsi sulle prospettive future di quella porzione della metropoli lombarda a solo poche decine di chilometri dall’Esposizione Universale.

"Sud Milano. Storia e prospettive di un territorio", realizzato con il contributo scientifico e culturale del Politecnico di Milano e patrocinato, tra gli altri, dal Comune di Milano, dalla Provincia di Milano e dal Parco agricolo Sud Milano, è diviso in tre parti.

La prima parte rappresenta una fotografia rigorosa e documentata con dati, grafici, immagini e schemi della trasformazione della Bassa milanese, delle sue campagne lentamente erose da nuovi e, spesso poco armonizzati, sistemi insediativi. Sette capitoli in tutto, in cui il profilo ambientale, il sistema idrico, gli appezzamenti agricoli, le cascine, le abbazie e gli insediamenti edilizi vengono illustrati allo scopo di ripercorrere la storia del Sud Milano e delineare l’identità storica del territorio. Non solo. E’ soprattutto il palcoscenico per avanzare progetti e visioni di uno sviluppo sostenibile tra espansione architettonica e insediativa e tutela dell’identità agricola della Bassa Milanese.

La seconda parte è dedicata all’illustrazione di quelle opere edili simbolo della trasformazione del territorio. Emblema di spicco, Metanopoli, la città del metano, realizzata nei primi anni cinquanta del secolo scorso in concomitanza con lo sviluppo petrolifero italiano. Metanopoli è stato lo spartiacque tra il passato e il futuro, la linea d’ombra che, una volta varcata, ha segnato in maniera inevitabile il volto del Sud Milano. Altre tre opere presentate che disegnano il profilo odierno del territorio sono il centro direzionale IBM, il quinto palazzo per uffici e il centro parrocchiale di Santa Maria in Zivido, chiari esempi di una architettura che, muovendosi dal progetto di Metanopoli, ha attirato nuovi sbocchi ai sistemi insediativi locali.

L’ultima parte è dedicata al sistema delle acque del territorio, altro aspetto della città protagonista dei lavori idrici per Expo 2015, soprattutto in merito alla riqualificazione della Darsena e, più in generale, dei navigli. La presentazione e la conseguente valorizzazione delle risorse idriche della zona sud di Milano è parte fondamentale del lavoro di ricerca svolto e documentato nel testo. Uno studio che parte dagli interventi realizzati già in epoca romana e che ci presenta ciò che è o ciò che potrebbe essere oggi il territorio, caratterizzato da fiumi, navigli, canali e risorgive.

Expo 2015. Nutrire il Pianeta. Energia per la Vita. Il viaggio potrebbe cominciare proprio dal Parco Agricolo Sud Milano, che pur essendo poco distante dall’area dell’Expo, ne rappresenta il fulcro e il logico punto di partenza.

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