Decreto fiscale: ora è legge


Il decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2016 è stato approvato in via definitiva dal Senato
Decreto fiscale: ora è legge

Dopo settimane di gestazione, adesso il decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2016 è stato approvato in via definitiva dal Senato. Palazzo Madama ha dato il via libera al testo con 162 voti favorevoli, 86 voti contrari e un astenuto. Il provvedimento è stato approvato senza modifiche rispetto al testo arrivato dalla Camera poiché sul decreto fiscale è stato posto il voto di fiducia chiesto dal Governo.

Tra le misure, tutte già ormai note, c’è senz’altro l’addio a Equitalia. L’agente di riscossione è stato sostituito da un ufficio apposito che è stato creato all’interno dell’Agenzia delle Entrate, dal nome "Agenzia delle Entrate-Riscossione, in nome di una maggiore compliance fiscale e collaborazione con il contribuente. E proprio con lo stesso scopo di una maggiore collaborazione fiscale con il contribuente è stata introdotta la cosiddetta "definizione agevolata", meglio nota come "rottamazione delle cartelle esattoriali".
La rottamazione delle cartelle esattoriali consente al contribuente di regolare la propria posizione con il Fisco saldando i propri debiti, ma senza pagare le sanzioni sulle somme dovute, gli interessi di mora e le somme dovute in materia previdenziale. Non possono essere rottamate, invece, le cartelle che riguardano debiti collegati all’area Ue, come i debiti per l’Iva all’importazione e le somme dovute a titolo di recupero di "aiuti di stato’’, e i debiti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti e le multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti o sentenze penali di condanna.
I ruoli rottamabili sono quelli relativi agli anni 2000-2015 per i debiti con il Fisco, l’Inail e l’Inps, ai quali si sono successivamente aggiunti anche quelli notificati nel 2016.
Rispetto alla versione iniziale, il contribuente avrà più tempo per saldare i propri debiti (sono state aumentate le rate di pagamento) e avrà più tempo per presentare l’istanza di adesione alla definizione agevolata (si potrà presentare entro il 31 marzo al posto del 21 gennaio).

Altro punto importante del decreto fiscale è l’abolizione degli studi di settore che sono stati sostituiti da nuovi indicatore di "compliance", ovvero dei parametri che dovrebbero misurare l’affidabilità del professionista. La proposta è stata avanzata dal Sose (Soluzioni per il sistema economico) e dall’Agenzia delle Entrate in nome, sempre, di una maggiore tax compliance.
L’indice di affidabilità (o di compliance) è una scala di valori che va da uno a dieci, in cui il valore aumenta all’aumentare dell’affidabilità del contribuente. Chi raggiunge valori elevati dell’indice avrà accesso ai sistemi premiali che prevedono vie preferenziali per i rimborsi, esclusione da alcune tipologie di accertamento e una riduzione del periodo di accertabilità.

Inoltre, è stato inserito il cosiddetto "spesometro" ovvero il duplice adempimento dell’invio trimestrale dei dati delle liquidazioni periodiche IVA e della comunicazione Iva trimestrale.L’invio deve avvenire per via telematica e deve essere effettuato entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre. Non tutti però, sono gravati da tale obbligo.

Infine, ricordiamo, sono stati riaperti i termini della voluntary disclosure. Fino al 31 luglio 2017 si potranno inviare le domande per regolarizzare le violazioni commesse entro il 30 settembre 2016 e le integrazioni delle istanze, i documenti e le informazioni che si ritengono necessari.

Le novità sono parecchie, quindi per essere seguiti in maniera appropriata sui passi da compiere è consigliabile affidarsi a un commercialista esperto. Cercate nel nostri sito quello più vicino a voi. Il primo contatto in studio è gratuito!

Articolo del:

I professionisti più vicini a te in Consulenza e assistenza fiscale e tributaria