Decreto immigrazione: c’è anche la “norma Willy”


Inasprite le pene per chi provoca o partecipa a una rissa e sarà negato l’accesso ai locali per i violenti
Decreto immigrazione: c’è anche la “norma Willy”

Sulla scia del brutale omicidio di Willy Monteiro Duarte avvenuto il 5 settembre scorso a Colleferro, nel decreto immigrazione è stata inserita anche una “daspo” contro la movida violenta, modifiche al codice penale e norme contro l’utilizzo improprio e illecito di siti web (come, ad esempio, per spacciare droga).

Il testo, composto da 12 articoli, è stato approvato dal Consiglio dei Ministri del 5 ottobre scorso e  contiene “Disposizioni urgenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e complementare, modifica agli articoli 131-bis e 588 del codice penale, nonché misure in materia di divieto di accesso agli esercizi pubblici ed ai locali di pubblico trattenimento e di contrasto all’utilizzo distorto del web”.

Vediamo allora le novità.

 

 

 

Norma Willy

La vicenda del 21enne di Colleferro, Willy Monteiro Duarte, ha spinto il Governo ad inasprire le pene per chi provoca o partecipa a una rissa. Tant’è che adesso, si rischia di essere condannati anche per il solo fatto di partecipare a una colluttazione e non per averla innescata.

La multa passa da 309 euro a 2.000 euro, ma se qualcuno resta ferito o, peggio ancora, muore a causa della rissa, è prevista la reclusione da 6 mesi a 6 anni (finora era previsto il carcere da 3 mesi a 5 anni).

 

 

Daspo urbano

Inoltre, è stata prevista una vera e propria “Daspo urbano”: il questore può imporre il divieto di accesso ai locali di intrattenimento e ai pubblici esercizi per coloro che siano noti per atti di violenza e aggressioni e per coloro “che abbiano riportato una o più denunce o una condanna non definitiva, nel corso degli ultimi tre anni, relativamente alla vendita o cessione di sostanze stupefacenti o psicotrope”.

In caso di violazione del divieto, si rischia la reclusione da 6 mesi a 2 anni e la multa da 8 mila a 20 mila euro.

 

 

Stretta sull’uso illecito del web

Così come accade attualmente per i siti che diffondono immagini pedopornografiche, anche i siti utilizzati per spacciare stupefacenti saranno sottoposti sotto la lente d’ingrandimento delle forze dell’ordine.

La polizia postale, infatti, dovrà tenere aggiornato l’elenco dei siti web sospetti, in base ad elementi oggettivi che presuppongano di essere un canale di comunicazione per vendere droghe.

Per i siti incriminati scatta il meccanismo dell’oscuramento: al provider sarà chiesto di intervenire prontamente e, se entro 7 giorni, non vi ha provveduto, scattano le sanzioni con ammontare da 50 mila a 250 mila euro.

 

 

Modifiche al codice penale

Tra le diverse novità, il decreto migrazione attua un inasprimento delle pene per chi favorisce le comunicazione (anche con mezzi differenti dal cellulare) tra i detenuti sottoposti al regime 41-bis (restrizioni ex art. 41-bis della L. n. 354 del 1975) e le persone all’esterno.

Per chi fa da tramite la pena passa da 1 a 4 anni a 2 a 6 anni. Se il “messaggero” è un pubblico ufficiale, un incaricato di pubblico servizio o da chi esercita la professione forense, la pena è aumentata da 2 a 6 anni a 3 a 7 anni.

Inoltre, viene introdotta una nuova fattispecie di reato che punisce chi introduce o detiene dentro il carcere cellulari o comunque device per poter comunicare.

 

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