Decreto immigrazione e sicurezza


Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al Decreto Immigrazione e Sicurezza
Decreto immigrazione e sicurezza

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al Decreto Immigrazione e Sicurezza firmato dalla Lega di Matteo Salvini.

#DecretoSalvini Sicurezza e Immigrazione, alle 12.38 il Consiglio dei Ministri approva all’unanimità! Sono felice. Un passo in avanti per rendere l’Italia più sicura. Per combattere con più forza mafiosi e scafisti, per ridurre i costi di un'immigrazione esagerata, per espellere più velocemente delinquenti e finti profughi, per togliere la cittadinanza ai terroristi, per dare più poteri alle forze dell'ordine. Dalle parole ai fatti, io vado avanti!"”, ha pubblicato su Facebook il leader del Carroccio.

 

E a fronte delle polemiche dei giorni scorsi, soprattutto sulla compatibilità del Decreto Salvini con l’articolo 10 della Costituzione (“L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici”) il premier Giuseppe Conte ha precisato che il testo risponde a "un quadro di assoluta garanzia per la tutela dei diritti fondamentali delle persone e delle convenzioni internazionali a cui l'Italia aderisce, e ai principi costituzionali. Andiamo a operare un sistema del tutto nuovo di riordino e di revisione di una più efficace disciplina".

 

Il provvedimento licenziato dal CdM è un testo unico su sicurezza e immigrazione i cui punti principali sono i seguenti:

- modifica della disciplina in materia di accoglienza dei profughi (in particolare dei richiedenti asilo per i quali si avrà lo stop alla domanda in caso di pericolosità sociale o condanna in primo grado

- abolizione del permesso umanitario

- modifiche sulla cittadinanza agli stranieri

- modifiche in merito alla permanenza nei centri di prima accoglienza

- norme più rigide in tema di antiterrorismo che prevedono, tra le varie novità, l’estensione del Daspo (ovvero il Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive) anche ai sospetti terroristi, togliendo la cittadinanza a coloro che sono stati condannati in maniera definitiva per terrorismo

- concessione di maggiori poteri ai Comuni

- in caso di reato di corruzione, il Daspo sarà applicato senza dover attendere il terzo grado di giudizio.

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