Decreto immigrazione: le nuove norme che superano i decreti sicurezza


Ecco quali sono le regole in tema di immigrazione su protezione internazionale, soccorso in mare, permessi di soggiorno e accoglienza
Decreto immigrazione: le nuove norme che superano i decreti sicurezza

Con il Consiglio dei Ministri del 5 ottobre 2020 è stato approvato il nuovo “Decreto-Legge immigrazione” recante “Disposizioni urgenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e complementare, modifica agli articoli 131-bis e 588 del codice penale, nonché misure in materia di divieto di accesso agli esercizi pubblici ed ai locali di pubblico trattenimento e di contrasto all’utilizzo distorto del web”.

Il nuovo testo, composto di soli 12 articoli, archivia i due precedenti “decreti sicurezza” voluti fortemente da Matteo Salvini ed entrati in vigore durante il periodo di governo giallo-verde.

Il “decreto immigrazione” introduce novità in merito alla protezione del cittadino straniero, ai requisiti per il rilascio del permesso di soggiorno, ai limiti di ingresso e transito delle navi e durata nei centri di permanenza per il rimpatrio.

Vediamo, dunque, i punti principali.

 

 

 

Protezione internazionale per gli stranieri

Il nuovo decreto immigrazione prevede una tutela più ampia per l’immigrato straniero che risiede in Italia. Con l’art. 1 viene, di fatto, reintrodotto il permesso di soggiorno per motivi umanitari previsto in passato, anche se cambia nome in “protezione speciale”.

È fatto divieto, infatti, la sua espulsione e respingimento se, rimpatriandolo, correrebbe il rischio di tortura. Ugualmente, ampliando le fattispecie di tutela, vale se lo straniero potrebbe essere sottoposto a trattamenti inumani o degradanti o nei casi in cui correrebbe il rischio di violazione del diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, a meno che l’espulsione sia necessario per ragioni di sicurezza nazionale ovvero di ordine e sicurezza pubblica.

In tali situazioni è previsto il rilascio di un permesso di soggiorno speciale in ragione della tutela e protezione. La durata del rilascio è di due anni.

 

 

Limiti all’ingresso e transito della navi

Messe in cantina le sanzioni previste dai precedenti decreti sicurezza di Matteo Salvini, sempre con l’art. 1 del nuovo decreto immigrazione è stato previsto il carcere fino a 2 anni e una multa compresa tra i 10 e i 50 mila euro in caso di violazione delle norme del Codice della navigazione.

L’eventuale provvedimento di divieto, emesso per motivi di sicurezza pubblica o di violazione delle norme sul traffico di migranti, vede il coinvolgimento di diverse figure governative: l’atto viene proposto dal Ministro dell’interno, in accordo con il Ministro della difesa e quello delle infrastrutture, previa informazione al Presidente del Consiglio.

Resta, dunque, la possibilità di vietare il transito in acque italiane delle navi non militari, ma tale divieto non si applica se le navi hanno soccorso migranti in mare e hanno comunicato le operazioni al centro di coordinamento italiano e allo Stato di bandiera della nave (se straniera).

In caso di violazioni non è più prevista la confisca della nave, come nei decreti sicurezza, ed è prevista una multa, come detto, da 10 a 50 mila euro da pagare solo al termine del processo, mentre sparisce l’ammenda che arrivava fino a un milione di euro per chi avesse effettuato operazioni di soccorso di migranti in mare.

 

 

Convertibilità dei permessi di soggiorno

Il nuovo decreto amplia anche le casistiche in cui il permesso di soggiorno possa essere convertito. Oltre alle ragioni legate al lavoro e al soggiorno speciale decritto nel punto precedente, è possibile convertire il permesso di soggiorno in caso di calamità, residenza elettiva, acquisto della cittadinanza o dello stato di apolide, svolgimento di attività sportiva, lavoro di tipo artistico, motivi religiosi, assistenza ai minori.

Inoltre, viene eliminato il divieto, per chi avesse richiesto asilo, di registrarsi all’anagrafe comunale ottenendo un documento di identità con validità triennale.

 

 

Sistema di accoglienza e integrazione

Il decreto punta a destinato a rivedere il sistema di accoglienza degli immigrati nel nostro paese. Non ci sarà più il sistema di accoglienza Sprar/Siproimi, ma il “Sistema di accoglienza e integrazione”.

Nel breve termine, le funzioni di accoglienza e integrazione saranno svolte dagli attuali centro di accoglienza, ma le intenzioni del Governo sono quelle di gestire i flussi migratori tramite due step differenti:

1.    Il primo step è quello dell’accoglienza: viene fornito all’immigrato richiedente protezione internazionale una prima assistenza;

2.    Il secondo step è quello dell’integrazione: all’immigrato che ha ottenuto il permesso di soggiorno speciale per motivi di protezione verrà fornito supporto e servizi mirati all’integrazione nel tessuto sociale.

 

 

Riduzione dei tempi di permanenza nei Cpr

Su tale punto si ritorna a ciò che accadeva prima dei decreti sicurezza. Vengono ridotti da 180 a un massimo di 90 giorni la durata in cui potranno essere trattenuti nei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) gli immigrati in attesa di rimpatrio. E’, però, possibile prorogare la permanenza di ulteriori 30 giorni nel caso in cui l’Italia abbia stipulato degli accordi di rimpatrio con il paese di provenienza dell’immigrato.

In merito va sottolineata una novità: è stata introdotta la flagranza in differita per coloro che promuovono ed effettuano proteste e danneggiamenti all’interno dei Centri di

 

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