Decreto semplificazione 2020, cosa prevede


Ecco quali sono le misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale approvate dal Governo
Decreto semplificazione 2020, cosa prevede

Il Consiglio dei Ministri ha approvato nella notte del 6 luglio 2020 l’atteso “Decreto semplificazione”, il decreto-legge che “misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale”.

Lo scopo che si prefigge, come dal nome che è stato dato al provvedimento, è quello di semplificare gli iter amministrativi, eliminare o quantomeno velocizzare gli adempimenti burocratici, digitalizzare la pubblica amministrazione e sostenere l’economia verde e le attività di impresa.

Ma riportiamo brevemente quali sono le novità introdotte e illustrate nel comunicato stampa diffuso da Palazzo Chigi.

 

 

 

Gli ambiti del Decreto semplificazione

Il decreto semplificazione introduce nuove misure e regole, in particolare nei seguenti ambiti principali:

•    semplificazioni in materia di contratti pubblici ed edilizia;

•    semplificazioni procedimentali e responsabilità;

•    misure di semplificazione per il sostegno e la diffusione dell’amministrazione digitale;

•    semplificazioni in materia di attività di impresa, ambiente e green economy.

 

 

Contratti pubblici ed edilizia

Come illustrato nel comunicato stampa relativo al Consiglio dei Ministri n. 54 del 6 luglio 2020, le misure in materia di contratti pubblici mirano ad incentivare gli investimenti nel settore delle infrastrutture e dei servizi.

A tal fine si introduce, in via transitoria fino al 31 luglio 2021, una nuova disciplina degli affidamenti di lavori, servizi e forniture che prevede le seguenti regole:

•    l’affidamento diretto per prestazioni di importo inferiore a 150.000 euro;

•    una procedura negoziata, senza bando, previa consultazione di un numero di operatori variabile sulla base dell’importo complessivo, per tutte le prestazioni di importo pari o superiore a 150.000 euro e inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria.

L’aggiudicazione definitiva del contraente deve avvenire entro due mesi, aumentati a quattro in specifici casi.

In caso di mancato rispetto dei termini, di ritardi nella stipula del contratto e quelli nell’avvio dell’esecuzione delle prestazioni comportano una valutazione della responsabilità per danno erariale del responsabile unico del procedimento. Se i ritardi o il mancato rispetto dei termini avvengono a causa dell’operatore economico, quest’ultimo può essere escluso dalla procedura o potrà rischiare la risoluzione del contratto.

Nuove disposizioni arrivano anche per i contratti sopra soglia per i quali sono stati previsti tempi più stretti per l’aggiudicazione o l’individuazione definitiva del contraente che devono avvenire entro il termine di sei mesi dall’avvio del procedimento.

Altra nuova regola è che il termine di stipula del contratto deve essere rispettato anche in caso di pendenza di un ricorso giurisdizionale e, per le opere di rilevanza nazionale o sopra le soglie comunitarie, le sospensioni nell’esecuzione potranno essere stabilite dalle parti o dalle autorità giudiziarie solo in casi ben specificati.

Sempre nel comunicato stampa si legge che “Sarà poi obbligatorio costituire collegi consultivi tecnici con il compito di risolvere rapidamente le controversie e le dispute tecniche che potrebbero bloccare gli appalti e, per evitare che la mancanza di risorse blocchi i cantieri, viene creato un apposito Fondo, che potrà finanziare temporaneamente le stazioni appaltanti”.

Sempre in tale ambito, si semplificano e si uniformano le procedure di nomina dei Commissari straordinari per le opere di maggiore complessità o più rilevanti per il tessuto economico, sociale e produttivo.

Infine, sul fronte degli interventi edili, si provvede:
- alla semplificazione degli interventi di demolizione e ricostruzione e delle procedure di modifica dei prospetti degli edifici;
- all’accelerazione dei termini di svolgimento delle procedure edilizie tramite servizi semplificati per acquisire l’assenso delle altre amministrazioni;
- al rafforzamento degli incentivi per gli interventi di rigenerazione urbana, con la riduzione del contributo di costruzione da pagare al Comune;
- alla proroga della validità dei titoli edilizi;
- alla previsione del rilascio su richiesta dell’interessato circa l’intervenuta formazione del silenzio assenso da parte dello sportello unico edilizia (SUE).

 

 

Procedimenti e responsabilità degli amministratori

In tale ambito la semplificazione per la maggior parte degli adempimenti burocratici si attua applicando la regola del silenzio-assenso, con inefficacia degli atti tardivamente intervenuti, nel caso in cui siano scaduti i termini previsti per legge.  

Per ridurre la tempistica delle procedure, viene introdotta la conferenza di servizi semplificata, grazie alla quale tutte le amministrazioni coinvolte dovranno rispondere entro 60 giorni. Inoltre, “le amministrazioni dovranno misurare la durata effettiva dei procedimenti di maggiore impatto per cittadini e imprese, confrontarli con i termini previsti dalla legge e pubblicarli”.

Per velocizzare i tempi, inoltre, viene introdotto il principio generale in base al quale la PA deve erogare i propri servizi in maniera digitale.

Viene introdotta anche una stretta sui burocrazia: sia per le norme primarie che per i decreti attuativi, nel caso in cui si introducano nuovi costi regolamentari, si devono eliminare altri oneri di pari valore, oppure rendere i nuovi costi introdotti fiscalmente detraibili.

E’ stata introdotta, per il periodo 2020-2023, l’Agenda della semplificazione amministrativa, così come è stata definita dalle linee di indirizzo della conferenza Stato, Regioni, Province autonome ed enti locali. Importante novità è anche la definizione di una modulistica standard in tutto il Paese per la presentazione di istanze, dichiarazioni e segnalazioni da parte dei cittadini.

In ambito delle responsabilità degli amministratori pubblici, è previsto che fino al 31 luglio 2021, la responsabilità per danno erariale è limitata al solo dolo, mentre resta invariata nel caso di omissioni, “in modo che i funzionari siano chiamati a rispondere in misura maggiore per eventuali omissioni o inerzie, piuttosto che nel caso di condotte attive. Inoltre, la fattispecie del dolo viene riferita all’evento dannoso e non alla sola condotta, viene rafforzata il controllo concomitante da parte della Corte dei conti per accelerare le spese di investimento pubblico e viene definito in modo più puntuale il reato di abuso d’ufficio, affinché i funzionari pubblici abbiano certezza su quali sono gli specifici comportamenti puniti dalla legge”.

 

 

Diffusione dell’amministrazione digitale

Come si legge nel comunicato stampa di palazzo Chigi del 7 luglio 2020:
“In merito alla cittadinanza digitale e allo sviluppo dei servizi digitali della PA, si prevede: l’accesso a tutti i servizi digitali della PA tramite SPID, Carta d’identità digitale (CIE) e tramite AppIO su smartphone; il domicilio digitale per i professionisti, anche non iscritti ad albi; la semplificazione e il rafforzamento del domicilio digitale per i cittadini; la presentazione di autocertificazioni, istanze e dichiarazioni direttamente da cellulare tramite AppIO; semplificazioni per il rilascio della CIE; una piattaforma unica di notifica digitale di tutti gli atti della PA e via PEC degli atti giudiziari; la semplificazione della firma elettronica avanzata; il sostegno per l’accesso delle persone con disabilità agli strumenti informatici; regole omogenee per tutte le PA per gli acquisti informatici, la formazione digitale dei dipendenti pubblici e la progettazione dei servizi digitali ai cittadini; la semplificazione e il rafforzamento dell’interoperabilità tra banche dati pubbliche e misure per garantire piena accessibilità e condivisione dei dati tra le PA; la semplificazione e il rafforzamento della Piattaforma digitale nazionale dati, finalizzata a favorire l’utilizzo del patrimonio informativo pubblico. Si introdurre misure per l’innovazione, volte a semplificare e favorire le iniziative innovative e, in particolare misura, le sperimentazioni mediante l’impiego delle tecnologie emergenti”.

 

 

Semplificazioni in materia di imprese, ambiente e green economy

“Per le imprese, si prevedono: la semplificazione e la velocizzazione dei lavori sulle infrastrutture di rete per le comunicazioni elettroniche e la banda larga; l’aumento dell’importo di erogazione in un’unica soluzione della “Nuova Sabatini” (contributi alle imprese per il rimborso di prestiti destinati a investimenti in beni strumentali) e la semplificazione del medesimo incentivo per le imprese del Mezzogiorno; la semplificazione delle procedure per la cancellazione dal registro delle imprese e per lo scioglimento degli enti cooperativi; il rafforzamento del sistema di monitoraggio degli investimenti pubblici, la semplificazione delle attività del CIPE (Comitato interministeriale per la programmazione economica) e quella delle erogazioni dei contributi pubblici nel settore dell’agricoltura; la possibilità per le società per azioni quotate di prevedere aumenti di capitale in deroga rispetto alla disciplina del codice civile.
In tema di sostegno alla tutela dell’ambiente e alla green economy, il decreto introduce la razionalizzazione delle procedure di valutazione d’impatto ambientale (VIA) associate alle opere pubbliche; l’esclusione dall’obbligo di assoggettabilità alla VIA e al regime dei beni e interessi culturali per interventi urgenti di sicurezza sulle dighe esistenti prescritti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che non trasformino in maniera significativa gli sbarramenti; la semplificazione delle procedure per interventi e opere nei luoghi oggetto di bonifica nei Siti di Interesse Nazionale (SIN); la velocizzazione dei tempi di assegnazione dei fondi contro il dissesto idrogeologico ai commissari; la razionalizzazione degli interventi nelle Zone Economiche Ambientali; semplificazioni in materia di interventi su progetti o impianti alimentati da fonti di energia rinnovabile, nonché per realizzare punti e stazioni di ricarica per veicoli elettrici; una nuova disciplina sui trasferimenti di energia rinnovabili dall’Italia agli altri Paesi europei, con benefici per le casse dello Stato; l’estensione ai piccoli Comuni (fino a 20.000 abitanti) del meccanismo dello “scambio sul posto altrove” per incentivare l’utilizzo di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili; un piano straordinario di manutenzione del territorio forestale e montano per soddisfare le esigenze di miglioramento della qualità delle superfici forestali secondo direttrici incentivanti e di semplificazione; semplificazioni per il rilascio delle garanzie pubbliche da parte di SACE a favore di progetti del green new deal”
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