Dirigenti illegittimi, ma “atti validi”


La Corte di Cassazione “salva” le cartelle esattoriali firmate dai dirigenti decaduti dell’Agenzia delle Entrate
Dirigenti illegittimi, ma “atti validi”

I contribuenti pronti a far ricorso contro le cartelle esattoriali e gli accertamenti fiscali dell’Agenzia delle Entrate e firmate dai quasi 800 "dirigenti illegittimi" non avranno la meglio. La Corte di Cassazione ha sentenziato che, nonostante gli atti siano stati firmati da dirigenti decaduti dal ruolo, gli atti stessi sono validi e, quindi, efficaci.

La questione della validità degli atti emessi dall’Agenzia delle Entrate era scoppiata nel marzo scorso, dopo che la Corte Costituzionale, con sentenza n. 37 del 2015, aveva dichiarato illegittimi i 767 dirigenti che erano stati promossi senza concorso. Decretata la loro illegittimità, erano sorte contestazioni da parte dei contribuenti e delle associazioni dei consumatori che avevano annunciato impugnazioni delle cartelle esattoriali.

Nulla da fare, invece, poiché secondo i giudici della Suprema Corte è sufficiente che i "dirigenti illegittimi" fossero stati delegati da parte del capo ufficio.
Altro punto a favore della validità degli atti contestati è, secondo la Corte di Cassazione, il fatto che la nullità degli atti tributari deve essere espressamente prevista per legge. «Essendo la materia tributaria governata dal principio di tassatività delle cause di nullità degli atti fiscali - si legge nella sentenza della Cassazione - e non occorrendo, ai meri fini della validità di tali atti, che i funzionari (delegati o deleganti) possiedano qualifiche dirigenziali, ne consegue che la sorte degli atti impositivi formati anteriormente alla sentenza n. 37 del 2015 della Corte costituzionale, sottoscritti da soggetti al momento rivestenti funzioni di capo dell'ufficio, ovvero da funzionari della carriera direttiva appositamente delegati, e dunque da soggetti idonei ai sensi dell'art. 42 del d.P.R. n. 600 del 1973, non è condizionata dalla validità o meno della qualifica dirigenziale attribuita per effetto della censurata disposizione di cui all'art. 8, 24° comma, del d.l. n. 16 del 2012».

Accertata, dunque, la validità degli atti fiscali emessi dall’AdE, resta il nodo sui posti dirigenziali vacanti. Un emendamento presentato alla Legge di Stabilità prevede l’attribuzione di incarichi provvisori fino al prossimo concorso previsto nel 2016, a patto che tali incarichi siano in numero non superiore a quello dei posti attribuibili per concorso e che i dirigenti provvisori siano funzionari della terza area delle agenzie, siano laureati e abbiano un’anzianità di servizio di almeno 5 anni nell’area di appartenenza.

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