Diritto all’oblio sul web, le linee del EDPB


Il Comitato Europeo per la Protezione dei Dati ha adottato la bozza delle Linee guida 5/2019 sul diritto all’oblio sui motori di ricerca
Diritto all’oblio sul web, le linee del EDPB

E’ del 2 dicembre 2019 la bozza delle Linee guida 5/2019 sul diritto all’oblio sui motori di ricerca adottata dal Comitato Europeo per la Protezione dei Dati (EDPB).

Lo scopo del provvedimento è quello di dettare i criteri da seguire sulla corretta applicazione del Regolamento europeo sulla privacy e, in particolare, dell’art. 17 del Regolamento UE 2016/679, conosciuto come GDPR (General Data Protection Regulation) che disciplina il diritto all’oblio.

Il diritto all’oblio sui motori di ricerca è uno dei diritti del cittadino sanciti nel Regolamento Ue sulla privacy e prevede che l’interessato abbia il diritto di cancellazione di dati precedentemente forniti oppure di cancellazione di notizie personali ancora diffuse, ma legate a un evento passato, che si vuole siano rimosse. Il titolare del trattamento dovrà cancellare tali informazioni e dovrà richiedere di fare altrettanto anche a tutti coloro a cui ha trasmesso i dati stessi.

L’art. 17 del GDPR (Diritto alla cancellazione, “diritto all'oblio”) prescrive, al primo comma, che l'interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la cancellazione dei dati personali che lo riguardano senza ingiustificato ritardo e il titolare del trattamento ha l'obbligo di cancellare senza ingiustificato ritardo i dati personali, se sussiste uno dei motivi seguenti:

a) i dati personali non sono più necessari rispetto alle finalità per le quali sono stati raccolti o altrimenti trattati;

b) l'interessato revoca il consenso al trattamento e se non sussiste altro fondamento giuridico per il trattamento;

c) l'interessato si oppone al trattamento dei dati e non sussiste alcun motivo legittimo prevalente per procedere al trattamento;

d) i dati personali sono stati trattati illecitamente;

e) i dati personali devono essere cancellati per adempiere un obbligo giuridico previsto dal diritto dell'Unione o dello Stato membro cui è soggetto il titolare del trattamento;

f) i dati personali sono stati raccolti relativamente all'offerta di servizi della società dell'informazione.

Dall’altra parte, in base al comma 2 dell’art. 17, il titolare del trattamento, se ha reso pubblici dati personali ed è obbligato a cancellarli, tenendo conto della tecnologia disponibile e dei costi di attuazione, deve adottare le misure ragionevoli, anche tecniche, per cancellare qualsiasi link, copia o riproduzione dei dati personali dell'interessato che ne abbia fatto richiesta.  

Al terzo comma dell’art. 17 è previsto che la cancellazione dei dati dell’interessato non si applica se il trattamento è necessario:

a) per l'esercizio del diritto alla libertà di espressione e di informazione;

b) per l'adempimento di un obbligo giuridico che richieda il trattamento previsto dal diritto dell'Unione o dello Stato membro cui è soggetto il titolare del trattamento o per l'esecuzione di un compito svolto nel pubblico interesse oppure nell'esercizio di pubblici poteri di cui è investito il titolare del trattamento;

c) per motivi di interesse pubblico nel settore della sanità pubblica;

d) a fini di archiviazione nel pubblico interesse, di ricerca scientifica o storica o a fini statistici;

e) per l'accertamento, l'esercizio o la difesa di un diritto in sede giudiziaria.

Partendo dalla citata norma del Regolamento UE, il Comitato Europeo per la Protezione dei Dati (EDPB) ha adottato, appunto, la bozza delle “Linee guida per la cancellazione dei dati personali su internet” per delineare la corretta applicazione del diritto all'oblio dei dati diffusi nei motori di ricerca. A tal proposito, il documento cita la sentenza Costeja della Corte di giustizia dell'Unione europea n. 131/12 del 13 maggio 2014, in base alla quale una persona interessata può richiedere al fornitore di un motore di ricerca online di cancellare uno o più collegamenti a pagine Web dall'elenco dei risultati di ricerca (SERP). A seguito di detta sentenza, si è registrato un aumento del numero di denunce riguardanti il rifiuto da parte dei fornitori di motori di ricerca di eliminare i collegamenti.

Il Comitato Europeo per la Protezione dei Dati (EDPB) ha, dunque, proprio per fare chiarezza e dettare una linea di azione comune, emanato le Linee guida.

Il documento è diviso in due parti:

1. La prima parte si focalizza sui motivi per i quali una persona interessata può fare chiedere la cancellazione dei collegamenti web al fornitore di motori di ricerca ai sensi dell'articolo 17, comma 1 del GDPR;

2. La seconda parte riguarda invece le eccezioni al diritto della persona interessata di richiedere la cancellazione dei collegamenti web in base all'articolo 17, comma 3 del GDPR.

Ciascuna delle due parti, analizza e commenta in dettaglio, fornendo anche alcuni esempi di situazioni possibili, ciascuno dei punti contenuti nei commi 1 e 3 dell’art. 17 del Regolamento UE.

 

Per ottenere maggiori informazioni al riguardo e per sapere se si ha diritto alla richiesta di cancellazione dei dati in internet è consigliabile consultare un avvocato esperto in diritto dell’informatica. Cercatelo nel nostro sito. Il primo contatto in studio è gratuito!

 

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