Divorzio breve: ora è senza giudice


Il Ministro della Giustizia Orlando apre alla possibilità di introdurre anche in Italia lo stesso modello divorzile francese
Divorzio breve: ora è senza giudice

Divorzi brevi, anzi, lampo. Il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha comunicato le future intenzioni del Governo in materia di diritto di famiglia. L’idea è quella di introdurre anche nel nostro ordinamento la prassi già in uso in Francia sul divorzio breve. In sostanza, i coniugi possono divorziare consensualmente senza ricorrere al giudice, ma avvalendosi della sola assistenza degli avvocati di parte.

Chiaramente, lo scopo di una riforma tanto incisiva è quello di alleggerire il carico dei Tribunali dalle molte cause arretrate e quelle potenziali future: basti pensare agli attuali 5 milioni e mezzo circa di processi civili pendenti per capire come sia "ingolfata" la giustizia italiana. Meno cause in aula, vorrebbe dire tribunali più efficienti e tempi processuali più brevi.

Non tutti, però, possono ricorrere al divorzio alla francese: il presupposto di base è che ci sia, ovviamente, una certa collaborazione tra le parti, in modo che gli avvocati possano facilmente sostituirsi al giudice, raggiungendo un accordo conciliativo. Ciò permetterebbe alla coppia un duplice vantaggio: evitare il giudizio risparmiando tempo e denaro e ottenere in tempi rapidi l’atto di divorzio. Purtroppo, però, la suddetta collaborazione è molto difficile da trovare tra i coniugi in fase di rottura, spesso accecati da logiche di ripicca o rivalsa.

Oltre a tale presupposto, che potremmo definire soggettivo, ce n’è uno di natura oggettiva: il divorzio senza ricorrere al giudice è negato alle coppie che hanno figli minorenni o portatori di handicap. La ragione che sta alla base del ragionamento è quello di tutelare le parti più deboli del nucleo familiare, scongiurando accordi tra le parti che potrebbero, anche involontariamente, danneggiarli.

Non è certo la prima volta che si discute di divorzio breve, ma mai in questi termini: la Commissione giustizia della Camera ha già approvato un testo bipartisan per la riduzione a un anno dei tempi necessari per ottenere il divorzio, contro i tre attuali. Eppure, la proposta avanzata dal ministro Orlando va oltre, introducendo la novità della facoltà di non ricorrere affatto al giudice.

La proposta del divorzio alla francese potrebbe essere inserita a breve in un disegno di legge o addirittura in un decreto legge. Rientra nel più ampio spettro delle misure che il Governo vuole introdurre nell’ambito della riforma del processo civile con lo scopo di snellire la macchina della Giustizia e di ridurre i contenziosi in atto. Una, secondo Orlando, delle quattro emergenze da affrontare subito, assieme al sovraffollamento delle carceri, alla mancanza di personale e alla lotta alla criminalità organizzata.

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