DSA alle elementari


Una diagnosi precoce e un supporto psicologico evitano conseguenze negative sulla crescita del bambino
DSA alle elementari

Scarsa attenzione, disordine e pigrizia possono a volte essere scambiati per scarso impegno da parte del bambino che si accinge ad affrontare il ciclo quinquennale delle scuole elementari. E invece, tale atteggiamento svogliato può celare un problema da affrontare: quello di un Disturbo specifico di apprendimento (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia, ecc..). A rendere ancor più difficile il riconoscimento di una forma di DSA nei bambini, soprattutto quando è lieve, è che, al di fuori delle mura scolastiche, i piccoli alunni mostrano una partecipazione, un’attenzione e un apprendimento adeguato.

Il rischio principale per il bambino, allora, è che, una volta inserito alle elementari, insegnanti e genitori possano non accorgersi subito del problema di DSA e catalogare come pigrizia e disattenzione il suo comportamento in classe. L’aspetto delicato della questione, oltre all’aiuto necessario per affrontare e superare i disturbi di DSA, è quello psicologico.

La difficoltà del bambino ad apprendere le nozioni così facilmente o velocemente come i compagni di scuola genera in lui una profonda incertezza e una credenza errata di essere meno intelligente e meno capace dei suoi coetanei. Se, in aggiunta, il suo disagio non viene percepito per quello che è in realtà, cioè un disturbo dell’apprendimento, ecco che oltre all’insicurezza si innesca un profondo senso di colpa per non essere "all’altezza della situazione".

La conseguenza più immediata è una perdita di autostima che potrebbe avere, col passare delle varie fasi della crescita, effetti negativi sul comportamento e sulla psiche dell’adulto di domani.Per questo, arrivare a una diagnosi di DSA in tempi rapidi può certamente essere di notevole aiuto per il bambino. In genere, c’è da dire, che la diagnosi viene fatta nel corso del ciclo di scuola elementare, primo periodo in cui il minore affronta le attività di studio.

Parallelamente è consigliabile affiancare il lavoro medico con quello psicologico. Solo spiegando al bambino la causa delle sue difficoltà e fornendogli risposte chiare sui propri dubbi o disagi, è possibile evitare ripercussioni emotive negative. I bambini che soffrono di disturbi dell’apprendimento, infatti, se non correttamente seguiti o gestiti dagli insegnanti possono manifestare atteggiamenti emotivi problematici: in alcuni casi possono tendere a isolarsi, cercando di limitare il più possibile il contatto con maestre e compagni, oppure possono avere atteggiamenti aggressivi proprio per sfogare la frustrazione interiore avvertita.

Per evitare che il disagio possa creare al bambino dei danni psicologici durante questa delicata fase di crescita, è consigliabile che il minore sia seguito da un esperto che possa instillargli quell’autostima necessaria per affrontare la scuola (e non solo) e che gli adulti siano affiancati nel loro ruolo genitoriale.

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