Dubbi NASpI: arriva il chiarimento dell’Insp


Dopo l’introduzione della nuova normativa erano sorti dubbi sulla sua applicazione in alcuni casi non chiaramente disciplinati
Dubbi NASpI: arriva il chiarimento dell’Insp

Non tutto è stato chiarito e disciplinato con la nuova normativa che ha introdotto la NASpI, la Nuova Prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego. Così, l’Inps ha diffuso una circolare per fare chiarezza e dissipare alcuni dubbi su alcuni punti fondamentali.

La circolare in questione è la numero 142/2015 e tra i casi principali illustrati ci sono quelli sul licenziamento con accettazione dell’offerta di conciliazione, sul licenziamento disciplinare e sul rifiuto alle proposte di lavoro o di trasferimento durante il periodo di indennità.

Per quanto riguarda il licenziamento con accettazione dell’offerta di conciliazione e il licenziamento disciplinare l’Istituto previdenziale chiarisce che i due casi sono paragonabili alle ipotesi di disoccupazione involontaria e, dunque, il lavoratore che rientra nei suddetti casi, ha diritto alla NASpI.

Differente è il caso del rifiuto di un’offerta di lavoro o di trasferimento della sede lavorativa. In queste ipotesi il discriminante è la distanza dalla sede di lavoro stessa. Il limite che fa da spartiacque sul diritto o meno alla NASpI è di 50 chilometri o degli 80 minuti di tempo se si utilizzano i mezzi di trasporto pubblici per recarsi al lavoro. Se si rifiuta il lavoro o il trasferimento entro le soglie citate non si ha diritto all’indennità, mentre se i limiti vengono superati, si ha diritto alla NASpI.

Altri aspetti citati e chiariti nella circolare dell’Inps sono la compatibilità dell’indennità con il compenso da servizio civile volontario o da attività di lavoro parasubordinata. In entrambi i casi la prestazione di disoccupazione è cumulabile, ma il compenso da servizio civile volontario (o da attività di lavoro parasubordinata) deve subire una riduzione pari all’80% del compenso previsto.

Altre compatibilità chiarite nella circolare citata sono quelle dalla prestazione NASpI con lo svolgimento di lavoro accessorio, di lavoro intermittente, di lavoro all’estero e con l’espletamento di cariche pubbliche elettive e non elettive.

Chiariti altresì alcuni dubbi riguardanti i diversi meccanismi di neutralizzazione in merito al requisito contributivo (almeno tredici settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione) e le incertezze sul requisito lavorativo (trenta giornate di lavoro effettivo, a prescindere dal minimale contributivo, nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione).

La materia è di certo complessa, a maggiore ragione poiché è stata appena rimaneggiata. Per questo, in caso di dubbi e incertezze è consigliabile affidarsi a un consulente del lavoro esperto in modo da fare chiarezza e sapere esattamente cosa prevede il nostro ordinamento nel rapporto tra azienda e lavoratori.

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