E-book: Iva al 4%


Il ministro Franceschini ha depositato un emendamento da inserire nel Ddl di Stabilità che compara i prodotti editoriali elettronici a quelli cartacei
E-book: Iva al 4%

Il tweet lanciato dal Ministro della cultura, Dario Franceschini, può sembrare uno slogan da campagna elettorale anche se il principio è condiviso da molti, AIE (Associazione Italiana Editori) in testa. Giusto il tempo di scrivere "Ho appena presentato emendamento del Governo per portare Iva Ebook al 4%. Una battaglia giusta #unlibroèunlibro", che il tweet è circolato velocemente in internet.

Una battaglia (sotto lo slogano "Say NO to e-book discrimination") cominciata alcune settimane fa dall’Associazione Italiana Editori che chiede di comparare fiscalmente l’editoria cartacea a quella digitale. L’aliquota dell’Iva da applicare sui libri cartacei, infatti, è pari al 4%, mentre quella sugli E-book è del 22%. Una disuguaglianza contro cui gli editori hanno puntato il dito poiché considerata foriera di ostacoli all’innovazione e agli investimenti. Anche, andrebbe aggiunto, ai profitti dati i maggiori debiti con l’Erario. Va considerato, inoltre, che soprattutto in un epoca in cui il canale di comunicazione privilegiato è internet e l’informazione si è informatizzata, la punta della bilancia degli affari si sposta sempre più verso l’editoria digitale.

Occorre sperare che un’equiparazione fiscale dell’Iva tra prodotti editoriali cartacei e digitali avvantaggi anche i consumatori finali, i lettori degli E-book, quelli che, alla fine, pagano l’Iva. Ad ogni modo, il Ministro della Cultura Franceschini ha presentato un emendamento che dovrebbe modificare l’articolo 17 del Ddl di Stabilità e che "prevede, ai fini della imposta sul valore aggiunto, di considerare libri tutte le pubblicazioni identificate da codice ISBN e veicolate attraverso qualsiasi supporto fisico o tramite mezzi di comunicazione elettronica". L’Iva sugli e-book, di conseguenza, dovrebbe essere abbassata al 4%.

"Un libro è un libro indipendentemente dal suo formato, solo un incomprensibile meccanismo burocratico può consentire un regime fiscale discriminatorio per gli ebook", ha commentato Franceschini. Tra l’altro, l’emendamento è già bollinato dalla Ragioneria dello Stato, con buona pace dell’Erario che, a fronte della riduzione dell’aliquota dal 22% al 4%, vedrà calare i suoi introiti di circa 7,2 milioni di euro.

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