E’ guida in stato di ebbrezza anche se la colpa è del farmaco


Si rischia la pena per guida in stato di ebbrezza anche se a “falsare” l’alcool test è l’assunzione di un farmaco
E’ guida in stato di ebbrezza anche se la colpa è del farmaco

La vicenda capitata a un automobilista insegna: l’uomo è stato condannato alla pena di giustizia e alla sospensione della patente per sei mesi a causa del reato di guida in stato di ebbrezza provocato dall’assunzione di farmaci per curare la tosse.
Può sembrare assurdo, ma è così.

L’uomo, fermato a un controllo, è stato sottoposto ad alcool test che è risultato positivo proprio per il fatto di aver ingerito due fitofarmaci capaci di aumentare il livello ematico di alcool e di alterare, quindi, il risultato dell’etilometro.

La sua vicenda è finita in Corte di Cassazione, la quale, con la sentenza n. 36887/2015 depositata l’11 settembre, ha rigettato il ricorso dell’automobilista contro la sentenza della Corte di Appello di Palermo che gli aveva contestato il reato di guida in stato di ebbrezza.La motivazione dei giudici della Cassazione è chiara: non è rilevante il motivo per il quale l’alcool test sia risultato positivo. Ciò che, al contrario, è rimarchevole è che l’etilometro sia risultato positivo.
Quindi, è indifferente se il risultato del test sia stato dovuto all’assunzione di alcool o farmaci, poiché, secondo la Suprema Corte, l’automobilista avrebbe dovuto tener conto che i farmaci potevano alterare l’etilometro prima di mettersi alla guida. In sostanza, pur avendo assunto fitofarmaci e non bevande alcoliche, l’uomo avrebbe dovuto preventivamente accertarsi della compatibilità appunto dei farmaci in questione con l’utilizzo di un autoveicolo.

A nulla sono servite le doglianze dell’automobilista, secondo cui la Corte di Appello aveva tenuto in considerazione il solo fatto del risultato positivo dell’etilometro e non che quest’ultimo fosse dovuto all’assunzione di fitofarmaci e che la Corte non avesse tenuto conto neppure della relazione medica che affermava come i fitofarmaci potessero provocare un aumento del livello ematico di alcol.

La Corte di Cassazione, infatti, ha sostenuto che "l’esito positivo dell'alcol test costituisce prova della sussistenza dello stato di ebbrezza" ed è onere dell’imputato fornire le prove di un eventuale accertamento errato causato da vizi o errori di strumentazione o di metodo nell'esecuzione dell'aspirazione. Per i giudici, dunque, la difesa dell’automobilista basata sull’influenza dei fitofarmaci sul risultato dell’etilometro, non è risultata sufficiente a dare prova di tali vizi o errori.

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