Ecobonus e Sismabonus, stop allo sconto in fattura


Dal 2020 la cessione del credito in fattura potrà essere utilizzato solo per gli interventi condominiali sopra i 200 mila euro
Ecobonus e Sismabonus, stop allo sconto in fattura

La legge di Bilancio 2020 elimina la possibilità di scontare direttamente in fattura le detrazioni fiscali previste per l’Ecobonus e Sismabonus. Tale opzione resta solamente per gli interventi di ristrutturazione e di riqualificazione nei condomini solamente se l’importo dei lavori supera i 200 mila euro.

 

Cosa prevedeva la cessione del credito di imposta

Nel 2019 la cessione del credito di imposta a terzi era possibile per i lavori di riqualificazione energetica e per quelli legati al Sismabonus, sia effettuati nelle singole unità immobiliari sia nelle parti comuni condominiali.
 
Grazie a tale misura, era possibile ottenere uno sconto direttamente in fattura del credito usufruibile al posto di riceverlo in 10 rate annuali e costanti in sede di conguaglio Irpef. Per chiarire con un esempio, nel caso di detrazioni al 50% per un intervento di riqualificazione energetica del costo di 50 mila euro, si avrebbe avuto diritto a un credito di imposta totale pari a 25 mila euro da recuperare in 10 anni con rate costanti di 2.500 euro oppure si avrebbe avuto diritto a uno sconto applicato direttamente in fattura del fornitore pari a 25 mila euro, pagando al posto di 50 mila euro, 25 mila euro (al netto della totale detrazione usufruibile).

La cessione del credito di imposta, però, era differenziata in base al soggetto che la richiedeva e al tipo di detrazione spettante.

Infatti, i contribuenti che nel 2018 rientrano nella no tax area (ovvero risultavano incapienti) potevano cedere il credito di imposta Irpef sulla riqualificazione energetica a:

•    Fornitori;

•    Altri soggetti privati, ovvero persone fisiche o soggetti che esercitano attività di lavoro autonomo o d’impresa, anche ini forma associata;

•    Banche, istituti di credito e intermediari finanziari.

Tutti coloro che, viceversa, rientravano nella tax area potevano cedere il credito di imposta Irpef a fronte dello sconto in fattura di fornitori e ad altri soggetti privati (collegati ai lavori di riqualificazione), ma non alle banche, agli istituti di credito e agli intermediari finanziari.

Per “altri soggetti privati” si intendevano i soggetti passivi collegati all’esecuzione degli interventi legati all’Ecobonus e Sismabonus, ovvero:

•    Una società che fa parte dello stesso gruppo societario del fornitore;

•    Un subappaltatore del fornitore;

•    Un’agenzia di somministrazione di lavoro che ha fornito il personale alle imprese che hanno realizzato i lavori di riqualificazione.

Infine, lo sconto in fattura non era mai possibile nei confronti delle pubbliche amministrazioni per tutti i tipi di contribuenti (incapienti e non).

 

Sconto in fattura, cosa succede nel 2020

Con la legge di Bilancio 2020 viene soppressa la facoltà del contribuente e committente dei lavori di ristrutturazione di scontare direttamente in fattura le detrazioni fiscali usufruibili per l’Ecobonus e il Sismabonus.

Questa facoltà, però, è stata prorogata solamente se gli interventi di ristrutturazione e di riqualificazione vengono effettuati rispettano entrambi i requisiti:

•    I lavori deve essere effettuati nelle parti comuni dei condomini;

•    L’importo dei lavori deve superare i 200 mila euro.

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