Ecobonus, la cessione del credito per ottenere liquidità


Ecco come fare per cedere il diritto al credito di imposta spettante a fronte di interventi di riqualificazione energetica
Ecobonus, la cessione del credito per ottenere liquidità

Con un provvedimento del 18 aprile 2019, l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito alla cessione del credito corrispondente alla detrazione di imposta usufruibile a fronte di avvenuti interventi di ristrutturazione energetica, il cosiddetto Ecobonus.

Come noto, la Legge di Bilancio 2019 ha prorogato anche per quest’anno le detrazioni spettanti a chi effettua lavori di riqualificazione energetica che prevedono aliquote pari al 50-65-70-75% a seconda degli interventi effettuati.

 

Le aliquote dell’Ecobonus

Anche per quest’anno, seppure con alcuni ritocchi al ribasso delle aliquote per alcuni interventi, è stato prorogato l’Ecobonus, ovvero un’agevolazione fiscale che prevede la possibilità di usufruire di un credito di imposta sulle spese sostenute per i lavori edili mirati ad incrementare l’efficienza energetica delle unità abitative o degli edifici.

Le aliquote di detrazione, come detto, sono pari al 50-65-70-75% a seconda di ciò che è stato fatto.

Sulle singole unità abitative sono previste aliquote pari al 50% e al 65%, mentre per i lavori effettuati sulle parti comuni condominiali, le aliquote salgono al 70% e al 75% (in caso di sisma bonus sono ancora più elevate).

Riassumendo, l’aliquota base per i lavori su singole unità immobiliari è del 50%, mentre sale al 65% solo per i seguenti interventi:
- interventi sulle strutture opache verticali (come pareti isolanti o cappotti termici) e strutture opache orizzontali (per le coperture e i pavimenti);
- sostituzione, anche parziale, di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione, di sistemi di termoregolazione evoluti o con apparecchi ibridi (pompa di calore integrata alla caldaia di condensazione) e di posa in opera di generatori di aria calda a condensazione;
- installazione di dispositivi multimediali per il controllo da remoto per il riscaldamento o la climatizzazione senza limiti di spesa;
- installazione di pannelli solari;
- sostituzione, anche parziale, del vecchio impianto con pompe di calore ad alta efficienza o con impianti geotermici;
- sostituzione, anche parziale, dello scalda acqua tradizionale con uno a pompa di calore;
- sostituzione di impianti esistenti con micro-cogeneratori.
Per quanto riguarda le aliquote su parti comuni di condomini, le percentuali sono pari a:
- 70% se l’intervento di riqualificazione energetica interessa almeno il 25% dell'involucro edilizio;
- 75% se l’intervento di riqualificazione energetica interessa almeno il 25% dell'involucro edilizio e se si effettuano lavori mirati al miglioramento della prestazione energetica invernale ed estiva (ad esempio, per il cappotto termico).

 

La cessione del credito di imposta

La cessione del credito di imposta a terzi è possibile per tutti gli interventi elencati sopra e che riguardano i lavori di riqualificazione energetica.

La cessione del credito di imposta, però, è differenziata a seconda del soggetto che la propone e del tipo di detrazione spettante.

Nello specifico, i contribuenti che nell’anno precedente a quello di sostenimento delle spese di riqualificazione (sia sulle singole unità immobiliari, sia sulle parti comuni condominiali) sono risultati incapienti, ovvero rientrano nella cosiddetta no tax area, possono cedere il credito di imposta Irpef sulla riqualificazione energetica a:
•    Fornitori;
•    Altri soggetti privati, ovvero persone fisiche o soggetti che esercitano attività di lavoro autonomo o d’impresa, anche ini forma associata
•    Banche, istituti di credito e intermediari finanziari.

Tutti gli altri contribuenti (ovvero quelli che rientrano nella tax area) possono cedere il credito di imposta Irpef sulla riqualificazione energetica ai fornitori e ad altri soggetti privati (collegati ai lavori di riqualificazione), ma non alle banche, agli istituti di credito e agli intermediari finanziari.

La cessione del credito, inoltre, non è mai possibile nei confronti delle pubbliche amministrazioni (sia per i contribuenti rientranti nella no tax area sia per quelli rientranti nella tax area).

Una precisazione: per “altri soggetti privati” si intendono coloro che siano collegati ai lavori di riqualificazione da cui origina il diritto alla detrazione fiscale come, ad esempio:
•    un altro titolare delle detrazioni spettanti per gli stessi interventi di riqualificazione (ad esempio, un coniuge che cede la sua quota di credito all’altro coniuge);
•    una società che fa parte dello stesso gruppo societario del fornitore;
•    un subappaltatore del fornitore;
•    un’agenzia di somministrazione di lavoro che ha fornito il personale alle imprese che hanno realizzato i lavori di riqualificazione.

 

La comunicazione della cessione del credito all’Agenzia delle Entrate

Sempre nel provvedimento del 18 aprile 2019, l’Agenzia delle Entrate fornisce le istruzioni per la comunicazione della cessione del credito al fisco.

In mancanza di tale comunicazione all’Agenzia delle Entrate, la cessione del credito non è valida.

La comunicazione va effettuata tramite un apposito servizio presente nella propria area riservata del sito dell’AdE, oppure tramite un apposito modulo da consegnare direttamente agli uffici dell’Agenzia delle Entrate o, ancora, inviando il predetto modulo tramite posta elettronica certificata (pec), sottoscritta con firma digitale o con firma autografa allegando un documento d’identità.

La comunicazione deve avvenire entro il “entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello di sostenimento della spesa” e deve contenere le seguenti informazioni:
- la denominazione e il codice fiscale del cedente
- la tipologia di intervento effettuata
- l’importo complessivo della spesa sostenuta
- l’importo complessivo della detrazione spettante
- l’anno di sostenimento della spesa
- i dati catastali dell’immobile oggetto dell’intervento di riqualificazione energetica
- la denominazione e il codice fiscale del cessionario
- la data di cessione del credito
- l’accettazione del credito di imposta da parte del cessionario
- l’ammontare del credito ceduto, spettante sulla base delle spese sostenute entro il 31 dicembre.


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