Equitalia addio, assieme a sanzioni e more


L’Agenzia di riscossione sarà inglobata dall’Agenzia delle Entrate all’insegna della compliance e del “Fisco amico”
Equitalia addio, assieme a sanzioni e more

Il Governo Renzi ha dichiarato l’addio a Equitalia, il famigerato agente della riscossione deputato a riscuotere i debiti dei contribuenti nei confronti della pubblica amministrazione.Entro sei mesi, dunque, Equitalia chiuderà i battenti. O meglio, smetterà di esistere nello stesso modo con cui è stata istituita, perché l’agente della riscossione sarà inglobato all’Agenzia delle Entrate.

La scelta è dettata dall’obiettivo di fondo di favorire un rapporto di fiducia tra il Fisco e i contribuenti e non vessatorio nei confronti dei cittadini. Per questo, l’annuncio del Governo e la svolta nelle modalità di riscossione dei debiti sono all’insegna di una maggiore compliance e del sostegno a un "Fisco amico".Dal primo gennaio, quindi, potrebbero arrivare le ultime notifiche da parte di Equitalia.

Il testo sul superamento di Equitalia non è ancora definitivo, ma il Governo ha già tracciato le linee guida delle nuove procedure di riscossione. Dalle notizie diffuse e trapelate, e che sembrano essere quelle più accreditate, il contribuente pagherà la tassa o la multa dovuta con una maggiorazione fissa (di circa il 3%) a titolo di aggio per il costo della riscossione.

Assieme alle dovute imposte e alle multe, dovranno essere versati anche gli interessi per il ritardato pagamento allo scopo di attualizzare il debito. Saranno, al contrario, cancellati le sanzioni e gli interessi di mora, responsabili della eccessiva lievitazione dei debiti. Il testo al vaglio del Governo punta così alla rottamazione delle vecchie cartelle esattoriali e a fare cassa per circa 4,2 miliardi di euro. E contro le critiche su un condono mascherato, l’Esecutivo si difende chiarendo di aver segnato la rotta per un fisco più a misura di contribuente.Ma non tutte le cartelle esattoriali potranno essere rottamate. Dovrebbero essere ricomprese quelle che contestano debiti nei confronti del Fisco, dell’Inps e dell’Inail.

Viceversa, non dovrebbero essere ricompresi i debiti a causa di multe per le violazioni del codice della strada.Un punto di domanda resta, invece, per le cartelle esattoriali emesse per i mancati versamenti dell’Iva, il cui gettito è impiegato anche per finanziare il bilancio europeo. Proprio per tale ragione, le regole sulle cartelle che contengono debiti per Iva potrebbero essere diverse da quelle che contestano imposte e tasse di ambito prettamente nazionale.

L’addio a Equitalia può rappresentare di certo un respiro di sollievo per i tanti contribuenti che faticavano a pagare le cartelle esattoriali. Ora, a fronte delle novità, è bene farsi assistere da un commercialista che possa aiutarci a ridisegnare i propri debiti con l’Agenzia delle Entrate.

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