Farmacie e parafarmacie tra Enpaf e Inps


Quando il farmacista o un suo dipendente deve iscriversi all’Enpaf e/o all’Inps
Farmacie e parafarmacie tra Enpaf e Inps

La questione potrebbe generare dubbi e in certezze: quando un farmacista deve iscriversi soltanto all’Enpaf e quando, invece, deve iscriversi anche all’Inps? E a quale ente previdenziale deve iscriversi il dipendente di una farmacia?
Facciamo un po’ di chiarezza.

L’articolo 43, comma 1, della legge n. 326 del 24/11/2003 (di conversione del D.L. n. 269 del 30/9/2003) afferma: "i soggetti che, nell'ambito dell'associazione in partecipazione (...) conferiscono prestazioni lavorative i cui compensi sono qualificati come redditi da lavoro autonomo (...) sono tenuti, con esclusione degli iscritti agli albi professionali, all'iscrizione in un'apposita gestione previdenziale istituita presso l'INPS (...). In altre parole, il farmacista, essendo iscritto all’Ordine di competenza, è escluso dall’iscrizione alla Gestione separata dell’INPS, mentre è soggetto all’iscrizione all’Enpaf (Ente nazionale di previdenza ed assistenza Farmacisti).

Lo stesso concetto è espresso da una prima circolare dell’Inps, la n. 12 del 1/2/2008, che sottolinea, però, anche un altro aspetto importante: la qualità del farmacista come titolare della farmacia e, quindi, come libero professionista. Se il farmacista è il titolare della farmacia (o parafarmacia), oppure svolge la sua attività in posizione di associato in partecipazione o con contratto di lavoro "a progetto", è soggetto solo all’iscrizione all’Enpaf. Se, viceversa, il farmacista è un dipendente, quest’ultimo "sarà soggetto all’obbligo di iscrizione al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti dell’INPS".

Se il dipendente non è un farmacista iscritto all’Ordine, da va sé che debba essere iscritto all’Inps. La stessa Corte di Cassazione si è espressa sul punto affermando l’obbligo di iscrizione all’Inps per il personale dipendente non farmacista.

Un caso particolare è quello di un farmacista iscritto all’ordine, ma socio e amministratore di una farmacia istituita, non come ditta individuale, ma come società (ad esempio Srl). In questo caso, il farmacista amministratore ha l’obbligo della doppia iscrizione sia all’Enpaf che alla Gestione Separata dell’Inps poiché, oltre all’attività di vendita esercita un’attività commerciale (quella di amministratore) per la quale percepisce redditi assoggettati alla gestione separata Inps.

La normativa è complessa e ogni singolo caso va inquadrato nella sua peculiare situazione. Per questo motivo, per evitare errori, è consigliabile farsi assistere da un commercialista esperto che possa chiarire ogni dubbio.

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