Fibromialgia: l’importante aiuto di uno psicologo


La cura per la fibromialgia deve comprendere il supporto psicologico soprattutto se associata a disturbi di ansia e attacchi di panico
Fibromialgia: l’importante aiuto di uno psicologo


La cura per la fibromialgia deve comprendere il supporto psicologico soprattutto se associata a disturbi di ansia e attacchi di panico.

 

Cos’è la fibromialgia

La Sindrome Fibromialgica, o più semplicemente chiamata Fibromialgia, è una patologia che comporta dolori muscolari diffusi e astenia (ovvero una eccesiva stanchezza).

I dolori interessano parti estese del corpo e spesso, per utilizzare un termine che spesso viene impiegato dagli stessi pazienti, “i dolori si spostano”, cioè colpiscono, in diverse fasi, parti differenti del corpo.

La Fibromialgia è spesso associata ad altri disturbi e patologie, quali il colon irritabile, l’insonnia, l’emicrania, l’endometriosi, l’ansia, la depressione e il dolore pelvico cronico.

La Fibromialgia, fino a pochi anni fa, era una patologia sconosciuta. A fronte di radiografie, TAC e risonanze che non facevano emergere alcuna patologia, il paziente veniva etichettato come “psichiatrico”.

Con la successiva pubblicazione di alcuni importanti lavori scientifici, che hanno evidenziato un’anomala concentrazione di cellule infiammatorie (cosiddette mastociti attivati) nel tessuto muscolare dei pazienti fibromialgici, si è iniziato a capire che, forse, il paziente non riferiva dei sintomi immaginari, ma che c’era una base reale in grado di giustificare il dolore.

 

I sintomi della fibromialgia

La diagnosi di Fibromialgia è una diagnosi per esclusione, nel senso che gli esami strumentali citati (radiografie, TAC e risonanze) e gli esami del sangue devono essere innanzitutto negativi.

Inoltre, i sintomi del paziente devono soddisfare dei precisi criteri di diagnosi, in base a quanto detto dall’American College of Rheumatology nel 1990, che consistono nella positività dei Tender Points, ovvero precisi punti del corpo che, se stimolati dalla pressione digitale, risultano estremamente dolenti.

Questi criteri, però, hanno dimostrato nel tempo i loro limiti. In primo luogo era difficile standardizzare la forza della pressione e, dunque, la modalità di stimolazione dei Tender Points; in secondo luogo, perché l’entità del dolore può variare nel tempo, con conseguente variazione della positività dei Tender Points (in altre parole, in alcuni periodi il dolore può essere più forte e in altri meno).

Per questo motivo, nel 2013, i criteri sono stati modificati e resi più specifici. Nello specifico, è stata data più importanza all’associazione dei dolori con gli altri disturbi e la “severità” del dolore valutata dal paziente stesso.

Se è importante non sottovalutare la Fibromialgia, è altrettanto fondamentale non sovrastimarla o perlomeno non ricondurre tutto alla Fibromialgia. Nel senso che ad un paziente fibromialgico non è “vietato” avere altre patologie dolorose sovrapposte, che possono meritare un trattamento specifico.

Se un paziente fibromialgico presenta, ad esempio, un dolore costante alla schiena e gli esami evidenziano delle alterazioni (ernie discali, artosi, stenosi del canale) è necessario che il paziente riceva dei trattamenti specifici e mirati per il dolore alla schiena.

 

Come curare la fibromialgia e l’aiuto di uno psicologo

I farmaci di prime cure sono gli antidepressivi (duloxetina o amitriptilina) e i miorilassanti (cioè le medicine che inducono il rilassamento dei muscoli striati). Ultimamente, molta attenzione è stata posta sui cannabinoidi (derivati della Cannabis Sativa), grazie al loro potere rilassante sulla muscolatura e al loro effetto analgesico.

Però, i cannabinoidi possono provocare attacchi di panico e sono controindicati per chi è affetto da ansia, che spesso è presente in chi soffre di fibromialgia.

Nell’ambito delle terapie fisiche, ricordiamo lo yoga, una ginnastica dolce finalizzata all’allungamento dei muscoli, le tecniche di rilassamento, l’agopuntura e l’ossigeno-terapia iperbarica.

La realtà è che la terapia della Fibromialgia deve essere a 360°: deve prevedere certamente la somministrazione di farmaci adeguati (come i miorilassanti), ma soprattutto un supporto psicologico (soprattutto quando la fibromialgia si affianca ad ansia, attacchi di panico o depressione) da affiancare alle terapie fisiche descritte prima (yoga, ginnastica dolce, ecc…) e, soprattutto, non deve trascurare l’insonnia, che frequentemente rappresenta un problema tanto rilevante, quanto sottovalutato.

 

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