Finte `App` gratuite per bambini, interviene l’AGCM


iTunes, Google, Amazon e Gameloft si impegnano a regolamentare l’utilizzo di “App gratuite” che celano l’obbligo di successivi pagamenti
Finte `App` gratuite per bambini, interviene l’AGCM

Con la diffusione degli Smartphone si è sviluppato in maniera esponenziale il mercato delle "App". Chi è solito acquistarle o scaricarle sa benissimo che molte sono gratuite, altre sono espressamente a pagamento, mentre ce ne sono moltissime che pur presentandosi come gratuite, celano in realtà una richiesta di acquisto successiva se si vuole proseguire con il suo utilizzo.
Ebbene, tale pratica molto diffusa negli store online è stata messa sotto la lente di ingrandimento dell’AGCM, l’Autorità Garante della Concorrenza e del mercato, che ha avviato un procedimento finalizzato a individuare eventuali pratiche commerciali scorrette.
Tali pratiche sono tanto più dannose se gli utilizzatori delle App sono i bambini che, ignari, cliccano su banner ingannevoli, accettando involontariamente di effettuare i pagamenti richiesti.

Altra pratica dalla dubbia liceità è quella di "sfruttare" erronei click su banner pubblicitari di giochi a pagamento seguiti da SMS delle società fornitrici dei giochi. Anche in questo caso sono molti, anche tra gli adulti, i casi in cui cliccando in maniera involontaria su banner promozionali di abbonamenti a pagamento ci si ritrova il costo in bolletta senza che si sia espressa la volontà di acquisto tramite, ad esempio, l’inserimento di una password. Ad ogni modo, grazie al lavoro dell’AGCM, i vedono i primi risultati: iTunes, Google, Amazon e Gameloft si sono impegnati a non diffondere informazioni ingannevoli sui costi effettivi delle App.

Ecco il comunicato ufficiale dell’AGCM datato 30 gennio 2015:

Accolti gli impegni di iTunes, Google, Amazon e Gameloft in materia di diffusione di App apparentemente gratuite

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha accolto gli impegni presentati da iTunes, Google, Amazon e Gameloft, nell’ambito di un procedimento avviato per possibili pratiche commerciali scorrette, connesse con la diffusione di un videogioco destinato a bambini e proposto sotto forma di App per terminali mobili.

Il procedimento, nel quale è intervenuta l’associazione Altroconsumo, è stato avviato nel 2014, per accertare l’eventuale diffusione di informazioni ingannevoli sui costi effettivi da sostenere per l’utilizzazione completa dell’App offerte come gratuite, nonché per verificare l’eventuale presenza di strumenti o metodi per prevenire acquisti non desiderati da parte dei minori.

Nel corso del procedimento, le parti hanno presentato articolate proposte di impegni ai sensi dell’articolo 27, comma 7, del Codice del Consumo. I titolari degli store online, in particolare, hanno sostituito termini quali "Gratis", "Free" e altri, con espressioni tali da rendere chiaro ai consumatori che un’App scaricabile gratuitamente può comportare la necessità di effettuare successivi pagamenti per una sua piena utilizzazione. Gli stessi operatori hanno proposto, inoltre, misure volte a consentire ai consumatori un più efficace e consapevole controllo sugli strumenti di pagamento associati al dispositivo, in modo da impedire acquisti non voluti.

Nella sua decisione, l’Autorità presieduta da Giovanni Pitruzzella ha tenuto in particolare considerazione la scelta delle parti di proporre impegni che si estendono al territorio dell’intera Unione europea. In virtù di queste misure, rese obbligatorie dall’Agcm, i consumatori potranno contare ora su garanzie superiori a quelle che si sarebbero potute conseguire sanzionando i professionisti coinvolti nella pratica commerciale.

La tematica delle App gratuite è stata oggetto di un’azione comune svolta a livello europeo con la Commissione UE, cui l’Autorità ha attivamente partecipato in tutte le sue fasi, apportandovi l'esperienza maturata nel corso del procedimento istruttorio nazionale e contribuendo così al raggiungimento di soluzioni positive per i consumatori di tutta l’Unione.

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