Fisioterapisti: professionisti a tutti gli effetti


Il Ministero del Lavoro ha chiarito che l’iscrizione all’albo esclude la presunzione del lavoro subordinato. Ciò vale anche per i fisioterapisti
Fisioterapisti: professionisti a tutti gli effetti

Il Ministero del Lavoro ha risposto all’istanza di interpello avanzata da Confindustria che chiedeva come dovesse essere inquadrata la figura del fisioterapista in base alla disciplina prevista dall’art. 69-bis della Legge Biagi (D.Lgs. n. 276/2003 - Altre prestazioni lavorative rese in regime di lavoro autonomo).

Tale articolo, è stato inserito dalla famosa Legge Fornero (la Legge 92/2012) per contrastare le fasulle Partite IVA che celassero, invece, un rapporto di lavoro subordinato. Non sempre, infatti, è immediato distinguere il lavoro autonomo da quello subordinato. La Legge Fornero ha, quindi, posto dei requisiti per riuscire a distinguerli con maggiore certezza.

In particolare, l’art.69-bis della Legge Biagi prevede che si è in presenza di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa e, quindi, di una "fittizia Partita IVA", se si verificano almeno due delle seguenti tre condizioni:
1) la collaborazione con il medesimo datore di lavoro abbia una durata complessiva superiore a otto mesi annui per due anni consecutivi
2) il corrispettivo derivante da tale collaborazione supera l'80 per cento dei corrispettivi annui complessivamente percepiti dal collaboratore nell'arco di due anni solari consecutivi;
3) il collaboratore disponga di strumenti e di una postazione fissa di lavoro forniti dal datore di lavoro

Ci sono, però, alcuni casi in cui il lavoro è considerato comunque autonomo, anche se si verificano le condizioni precedenti. Ciò avviene se:
1) il lavoratore, nello svolgere la sua prestazione, fornisce particolari competenze teoriche di grado elevato acquisite attraverso significativi percorsi formativi, ovvero da capacità tecnico-pratiche acquisite attraverso rilevanti esperienze maturate nell'esercizio concreto di attività
2) il lavoratore è iscritto a un ordine professionale, ad appositi registri, albi, ruoli o elenchi professionali qualificati

Detto ciò e tornando alla domanda iniziale, il fisioterapista è da considerarsi un lavoratore autonomo (se in possesso di Partita Iva) o un lavoratore subordinato? Secondo il Ministero del Lavoro è un lavoratore autonomo a tutti gli effetti poiché rientra nelle ultime due condizioni appena descritte.

In particolare, nell’interpello n.16/2014, per quanto riguarda la prima condizione, quella sulle competenze tecnico-pratiche, si legge che: "il diploma universitario di fisioterapista abilita all’esercizio della professione. Lo stesso viene, infatti, rilasciato a seguito del completamento del corso di studi e del superamento di un esame finale che involge la valutazione di una specifica commissione costituita presso l’Università".

Il secondo requisito, quello dell’iscrizione a un ordine professionale, è garantito al fatto che: "Il possesso di tale diploma - conseguito ai sensi dell’art. 6, comma 3, del D.Lgs. n. 502/1992 o di diploma o attestato equipollente ovvero titolo riconosciuto ai sensi della normativa statale vigente - costituisce, inoltre, requisito indispensabile ai fini dell’iscrizione negli elenchi professionali dei fisioterapisti, laddove istituiti con legge regionale".

Va precisato, infine, che il ragionamento fatto per la figura del fisioterapista, è allargabile a qualunque altro professionista. Quindi, se si è iscritti a un albo professionale, non vale la presunzione di lavoro subordinato.

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