Fondo impresa femminile, al via le domande per l’imprenditoria femminile 


Dal 19 maggio 2022 è possibile presentare le domande per ottenere i contributi a fondo perduto e i finanziamenti a tasso zero del Fondo impresa femminile
Fondo impresa femminile, al via le domande per l’imprenditoria femminile 

Sono 200 i milioni stanziati dal Ministero dello sviluppo economico e gestiti da Invitalia per sostenere e favorire l’imprenditoria femminile tramite il Fondo impresa femminile.

Lo stanziamento affianca gli altri due incentivi “Smart&Start Italia” e “ON - Oltre Nuove Imprese a Tasso zero”, che sono stati finanziati con altri 200 milioni di euro.

In tutto, quindi, saranno stanziati 400 milioni di euro come previsto dal quadro di interventi previsti nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) destinati alla creazione e allo sviluppo dell’imprenditoria femminile.

Dal 19 maggio, è possibile presentare le domande per poter ottenere i finanziamenti e i contributi a fondo perduto per tutti e tre gli incentivi.

Vediamo nel dettaglio, allora, cosa cos’è il Fondo impresa femminile, quali sono i contributi e chi può presentare la domanda.

 

Fondo impresa femminile: cos’è?

Gestito da Invitalia e promosso dal Ministero dello sviluppo economico, il Fondo impresa femminile mira a sostenere le imprese già avviate o quelle da costituire, ma in entrambi i casi guidate da donne.

I settori in cui è possibile operare per le imprese appena avviate o già costituite sono:
•    Industria
•    Artigianato
•    Trasformazione dei prodotti agricoli
•    Servizi
•    Commercio
•    Turismo

I fondi stanziati nel Fondo impresa femminile ammontano a 200 milioni di euro, finanziati con le risorse della Legge di bilancio 2021 e con quelle del PNRR relative alle misure destinate all’ “Inclusione e coesione” e alla “Creazione di imprese femminili”.


Chi può presentare la domanda

La domanda può essere presentata sia da imprese femminili già costituite, ma anche da donne che si impegnano a costituire una società dopo aver ottenuto gli incentivi.

Non ci sono requisiti di dimensione dell’impresa o territoriali. L’attività può essere gestita da micro, piccola e media impresa ubicata in tutto il territorio nazionale.

Sono, però, quattro le tipologie di imprese femminili possibili:
1.    cooperative o società di persone che abbiano una compagine sociale costituita di almeno il 60% da donne 
2.    società di capitali, le cui quote e il numero dei componenti degli organi di amministrazione siano per almeno i due terzi costituite da donne
3.    imprese individuali, in cui la titolare sia donna
4.    lavoratrici autonome con partita IVA

 

Fondo impresa femminile: qual è l’incentivo?

Condizione necessaria per ottenere gli incentivi è avviare lo sviluppo o consolidare l’attività tramite il progetto presentato a Invitalia entro i 24 mesi successivi dalla concessione dei finanziamenti.

I contributi, però, sono differenti a seconda che si tratti di attività da avviare o costituita da meno di 12 mesi, oppure di attività attiva da oltre 12 mesi.


Contributi per attività da avviare o attiva da meno di 12 mesi

In questo caso è possibile presentare progetti d’investimento fino a 250 mila euro. L’incentivo si sostanzia in un contributo a fondo perduto che varia a seconda della dimensione del progetto. In particolare, ammonta a:
•    contributi fino all’80% delle spese (o fino al 90% per le donne disoccupate) se i progetti prevedono investimenti fino a 100 mila euro, con un tetto massimo di 50 mila euro
•    contributi fino al 50% delle spese se i progetti prevedono investimenti fino a 250 mila euro, con un tetto massimo di 125 mila euro

 

Contributi per attività già avviata da più di 12 mesi

È possibile sottoporre progetti d’investimento fino a 400 mila euro per ampliare le attività già esistenti o per svilupparne di nuove. L’incentivo, in questo caso, prevede un mix tra contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso zero che coprono, in totale, l’80% delle spese ammissibili.

Non sono previste differenze in base alla dimensione per progetto. Per tutti gli istanti, il tetto massimo incentivabile è pari a 320 mila euro e il finanziamento a tasso zero dovrà essere rimborsato in otto anni

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