Game copier e mod chip, illegali per pirateria


Il Tribunale di Milano ha dato ragione a Nintendo contro il noto rivenditore PC Box specializzato in accessori e componenti per console Wii e Ds
Game copier e mod chip, illegali per pirateria

Per il Tribunale di Milano Nintendo ha ragione e lo scontro con il noto importatore di accessori e componenti per console Wii e Ds PC Box finisce con la vittoria della famosa multinazionale di Kyoto.

Oggetto del contendere erano i dispositivi Game copier e mod chip per console, messi sotto accusa dalla Nintendo per il loro possibile utilizzo illegale a scopo di pirateria. Per questo motivo, Nintendo denunciò PC Box presso il Tribunale di Milano. Sotto la lente di ingrandimento sono finiti soprattutto i Mod chip che possono avere un doppio utilizzo: far girare i software ed essere utilizzati a scopo di pirateria. Ovviamente il primo uso è lecito, il secondo illecito. Secondo la Nintendo, l’utilizzo principale che ne facevano gli acquirenti era illecito. Di qui, la denuncia al rivenditore.
A Novembre, infine, la vittoria della Nintendo.

Per dirimere la questione il Tribunale di Milano si è rivolto alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea chiedendo un parere in merito alla normativa sul copyright e sulle misure percorribili per tutelarsi dalla pirateria. Per questo, la sentenza emessa dai giudici di Milano rappresenta una prima applicazione in uno Stato membro delle norme di orientamento della Corte di giustizia Ue.

Ecco il comunicato della Nintendo sulla vicenda:
Nintendo è lieta di annunciare la recente sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Milano nei confronti di un importatore e rivenditore locale (PC Box s.r.l.), per elusione di misure tecnologiche di protezione integrate nei sistemi Nintendo.
Il Tribunale aveva richiesto un parere alla Corte di giustizia dell’Unione europea in merito a due questioni inerenti l’interpretazione delle disposizioni della legge europea sul copyright, che consentono ai titolari legittimi di implementare misure di protezione al fine di tutelarsi da episodi di pirateria.
L’esito del ricorso pregiudiziale presso la Corte di giustizia europea forniva ai tribunali dei singoli Stati membri un quadro di riferimento per determinare se tali misure di protezione fossero adeguate e quindi conformi alla legge.
La sentenza emessa dal Tribunale in materia coincide quindi con la prima applicazione da parte di uno Stato membro delle norme di orientamento della Corte di giustizia UE.
Il Tribunale ha disposto che l’utilizzo primario di dispositivi come game copier e mod chip, che permettono di aggirare le misure tecnologiche, è un’elusione delle misure di protezione con l’obiettivo di consentire la riproduzione di giochi pirata. Ha inoltre stabilito che le misure di sicurezza di Nintendo sono completamente adeguate e quindi tutelate dalla legge italiana sul copyright.
Nintendo è lieta che tale sentenza sia coerente con una lunga serie di precedenti giuridici stabiliti da tribunali nazionali di alcuni Stati membri, come Belgio, Francia, Germania, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito.
La sentenza è inoltre totalmente allineata a molteplici sentenze emesse dalla Corte di Cassazione italiana (sezione penale) a carico di rivenditori di dispositivi illegali per l’elusione di misure tecnologiche, così come a una recente sentenza della Corte di Appello di Firenze, che ha riconfermato una sentenza penale di primo grado a carico dei proprietari di PC Box. Importare e rivendere dispositivi illegali per l’elusione di misure tecnologiche è illegale ai sensi della legge italiana e i rivenditori possono dover affrontare condanne penali, sanzioni e pesanti risarcimenti. Nintendo consiglia ai suoi clienti di "non sovvenzionare la pirateria acquistando o rivendendo tali dispositivi.

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