Gas ed elettricità: mercato tutelato addio


Dal 30 giugno bisognerà scegliere il fornitore per il gas nel mercato libero. A giugno 2016 sarà la volta dell’energia elettrica
Gas ed elettricità: mercato tutelato addio

Mentre ci si domanda se una maggiore concorrenza farà davvero risparmiare gli italiani, il Mercato tutelato è arrivato al capolinea. Il nuovo disegno di legge che approderà in Consiglio dei Ministri il prossimo 20 febbraio, infatti, accantonerà definitivamente la possibilità di affidarsi alle tariffe dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (AEEGSI). Dal 30 giugno di quest’anno si dovrà necessariamente passare a un fornitore del mercato libero per il settore del gas. Per quanto riguarda l’energia elettrica, l’obbligo di passare al mercato libero è rivolto al momento soltanto alle imprese a bassa tensione con un fatturato inferiore ai 10 milioni di euro, mentre a partire da giugno 2016 scatterà per tutti.

Le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra lamentando che tale scelta avrà come conseguenza inevitabili rincari per i consumatori, mentre secondo altri studi, come quello effettuato dagli analisti dell’Istituto Bruno Leoni (IBL) in collaborazione con Assogas, i costi dovrebbero diminuire. Nel mezzo ci sono l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (AEEGSI) e l’Antitrust che annunciano una soglia maggiore di vigilanza e di sanzioni per chi commetta infrazioni, oltre a promettere un servizio di informazione e consulenza ai cittadini.

Il mercato libero, d’altra parte, non è una novità: nel 2003 è stato liberalizzato il settore del gas e quattro anni dopo, nel 2007, anche quello dell’energia elettrica. Chi voleva, però, poteva restare nel cosiddetto mercato tutelato dove le tariffe erano fissate dall’AEEGS e aggiornate ogni tre mesi, sia in ribasso che in rialzo, dalla stessa Autorità. Dal giugno prossimo, dunque, non sarà più così per il gas e i cittadini "tutelati" dovranno selezionare una delle tante proposte commerciali del mercato libero.

Secondo lo studio dell’IBL, che si basa sui dati ufficiali del 2012 riferiti ai 15 Paesi dell’Unione Europea, laddove esiste esclusivamente il mercato libero i cittadini pagano le tariffe più basse. A detenere il primato del maggior risparmio per l’energia elettrica è il Regno Unito con un costo di 5,62 centesimi di euro per kilowattora, seguito dall’Estonia con 5,76 centesimi per kilowattora e dall’Irlanda con 6,56 centesimi kilowattora. Al contrario, si paga di più nei Paesi dove il mercato non è totalmente liberalizzato. Ne sono un esempio la Danimarca con gli 11,28 centesimi per kilowattora, l’Italia con i suoi 9,09 centesimi per kilowattora e, infine, la Grecia con 8,08 centesimi per kilowattora.

Classifiche a parte però, ciò che conta di più è il potenziale risparmio o aggravio per le famiglie italiane. Sempre secondo lo studio dell’Istituto Bruno Leoni, in Italia si potrebbe registrare un risparmio della spesa pari a 12 euro al mese. E’ doveroso sottolineare che "si potrebbe", perché per ora sono solo ipotesi di vantaggio. E’ evidente, però, che a vigilare non dovranno essere soltanto l’AEEGSI e l’Antitrust, ma tutti i consumatori, i primi a dover rimetterci in caso di rincari immotivati e a dover di conseguenza denunciare atteggiamenti contrari a una vera liberalizzazione.

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