Gioco d’azzardo: se è patologico va curato


Tre milioni di italiani a rischio secondo il Ministero della Salute che inaugura il nuovo Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d'azzardo
Gioco d’azzardo: se è patologico va curato

E’ stato recentemente inaugurato il nuovo Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d'azzardo che passa dal controllo del Ministero dell’Economia e delle Finanze a quello della Salute. Un passaggio inevitabile dato che la pratica del gioco d’azzardo può facilmente trasformarsi in una malattia vera e propria. Quindi, come tale, è un fenomeno da monitorare e contrastare come accade per tante altre dipendenze.

Sarebbero tre milioni gli italiani a rischio dipendenza da gioco d’azzardo patologico. Una cifra enorme che ha reso necessaria l’azione del nuovo Osservatorio, istituito con la Legge di Stabilità 2015, allo scopo di prevenire, monitorare e contrastare la dipendenza dal gioco in Italia. "Dopo avere proposto l'inserimento della ludopatia tra le dipendenze che sono trattate dal Sistema sanitario nazionale nei servizi per le dipendenze - ha dichiarato il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin - rafforziamo le misure contro questo pericolosissimo fenomeno.

Un fenomeno che colpisce, non solo chi è vittima diretta della patologia, ma anche chi gli sta intorno, prima di tutto la famiglia. E la crisi economica, paradossalmente, non aiuta. Sono molti, infatti, coloro che vedono nel gioco una soluzione immediata e rapida per far fronte alle difficoltà economiche ignorando o sottovalutando il fatto che, al contrario, il gioco rappresenta un vero e proprio dilapidamento ei risparmi.

La dipendenza dal gioco non è immediata. E’ subdola, al pari di altre. Ma a differenza di molte altre dipendenze, quella del gioco e delle scommesse è legale (tranne ovviamente il gioco d’azzardo compiuto illegalmente). E’ facile avvicinarsi a slot machine legali o a locali in cui poter scommettere.

Il risvolto psicologico non è affatto da sottovalutare, anzi. Chi gioca o scommette insegue quell’eccitamento derivante dall’aleatorietà della vittoria. E la perdita, al posto di scoraggiare il giocatore, lo spinge a puntare sempre di più (in termini di tempo e denaro) per ottenere una ricompensa pari all’attesa ricompensa.

Così come avviene per altre tipologie di dipendenze, poi, vanno tenuti presenti anche i risvolti fisici. Chi soffre della patologia da gioco d’azzardo, presenta vere e proprie crisi di astinenza che si placano soltanto nel momento in cui si ricomincia a scommettere o giocare: da un aumento della sudorazione, tachicardia, nausea e vomito a crisi d’ansia e depressione.

Un’assistenza psicologica rivolta a chi ne è vittima e alla sua famiglia è fondamentale, poiché il gioco non rappresenta più soltanto un passatempo innocente o un vizio sporadico. E’ una patologia dalla quale raramente è possibile guarire senza aiuto. Una terapia psicologica è di vitale importanza per interrompere il circolo mentale vizioso alla base del comportamento patologico e per innescare quei meccanismi di motivazione che riducono notevolmente i rischi di eventuali ricadute.

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