Il disturbo bipolare: cos’è e come trattarlo


Il disturbo bipolare è una condizione psichiatrica caratterizzata da gravi alterazioni dell’umore. Ma una cura è possibile
Il disturbo bipolare: cos’è e come trattarlo

Il disturbo bipolare è una condizione psichiatrica caratterizzata da gravi alterazioni dell’umore. E’ conosciuto anche come disturbo maniaco-depressivo proprio perché la persona che ne è affetta alterna stati di animo di eccessiva euforia (umore maniacale o ipomaniacale) a stati di depressione.

In genere, il disturbo bipolare insorge nella fase adolescenziale e nella prima fase della età adulta ma, se non trattato adeguatamente, potrebbe presentarsi periodicamente nel corso della vita. Ad esserne affette sono soprattutto le donne.

Proprio perché a volte accade che il primo episodio di bipolarismo avviene nella fase adolescenziale, (tipicamente la fase di cambiamento e di crescita dell’individuo caratterizzata, a volte, da comportamenti insoliti agli adulti), ci si potrebbe non accorgere dell’insorgere della patologia.

I disturbi bipolari si dividono in Disturbo Bipolare di I tipo, Disturbo Bipolare di II tipo, Disturbo Ciclotimico e in Disturbo Bipolare Non Altrimenti Specificato, quando non è possibile diagnosticare i disturbi bipolari precedenti.

Ecco, allora, quali sono i sintomi che dovrebbero far scattare un campanello d’allarme.

Il primo e più rilevante indice di disturbo bipolare è l’alternanza di stati di eccitazione a fasi di depressione. Le fasi di estrema euforia durano in genere tre giorni fino a una settimana. In questo periodo, la persona che soffre di bipolarismo vede aumentare il suo ottimismo, la sua energia o la sua produttività a livello lavorativo associati a deliri (delirio di potenza, deliri religiosi...).
A seguire vi è la fase depressiva, in cui sono presenti stati di umore pessimo, mancanza di interesse per qualunque tipo di attività, astenia, insonnia o ipersonnia, mancanza o aumento di appetito patologico.&

nbsp;Altro sintomo da non trascurare è proprio il disturbo del sonno: chi soffre di disturbo bipolare tende ciclicamente a dormire troppo oppure ad aver difficoltà ad addormentarsi. Potrebbe a svegliarsi ripetutamente durante la notte, oppure non volersi proprio alzare dal letto.

Un altro campanello di allarme potrebbe essere l’abuso di alcol o di droghe, che influiscono negativamente sul decorso della malattia e sulla sua guarigione.

Anche l’ambito lavorativo riposta conseguenza negative. La persona affetta da disturbo bipolare è facilmente irritabile, ha difficoltà a concentrarsi e a svolgere i propri compiti. La malattia interferisce, poi, con la capacità di svolgere in maniera ottimale le proprie mansioni e a dimostrare le proprie abilità, oltre a rendere più difficili i rapporti con i colleghi data la minore capacità di interazione. Spesso, poi, in ambito professionale, la persona colpita dal disturbo tende ad avviare numerose attività senza riuscire a concluderle a causa della sua incostanza e mancanza di concentrazione.

Per curare il disturbo bipolare è consigliabile una terapia farmacologica associata, però, a un percorso di terapia psicologica cognitivo-comportamentale in modo da riuscire ad affrontare più consapevolmente la malattia. E’ importante, infatti, saper agire nel momento in cui si avvertono i primi sintomi prodromici degli episodi maniacali o depressivi, imparare gestire la rabbia e l’irritabilità, saper affrontare le difficoltà quotidiane e, soprattutto, saper gestire e ridurre le fasi di depressione.

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