Il disturbo narcisistico manipolatorio e la violenza reattiva


Due opposti della stessa medaglia? Possono essere alla base di molti casi di violenza sulle donne
Il disturbo narcisistico manipolatorio e la violenza reattiva

Narciso è un giovane bellissimo, che per aver rifiutato l’amore di una ninfa viene condannato ad amare solo sé stesso, ammirando la propria immagine riflessa nell’acqua fino a trasformarsi in un fiore bellissimo. Ma Narciso non è solo il nome di un fiore. Il termine narcisismo è l’aggettivo più utilizzato per descrivere una personalità egoista, vanitosa, concentrata su di sé e autoreferenziale.
Come per qualsiasi altro aspetto della personalità, il narcisismo si può presentare con sfumature molte diverse. Esiste un narcisismo "sano", che si traduce in una buona autostima, ed un narcisismo patologico, che costituisce un disturbo della personalità, in cui il soggetto ha un enorme considerazione di sé, ed avverte la continua necessità di ottenere delle conferme sociali, di essere ammirato.
Il disturbo narcisistico può estrinsecarsi in forme molto differenti. Negli ultimi anni si sono moltiplicati i casi di cronaca nera, che hanno visto le donne vittime della violenza maschile. Fatti talmente numerosi, che è stato persino coniato un termine ad hoc: il "femminicidio", con valenza non solo semantica, ma anche giuridica. Ben lungi da questo articolo è la presunzione di stabilire se gli stessi fatti siano da sempre esistiti con la stessa attuale frequenza, oppure no. Sicuramente però alla base di una percentuale non trascurabile degli episodi di violenza maschile esiste un disturbo della personalità di tipo narcisistico. Il narcisista manipolatore è una forma di narcisismo accompagnato ad aspetti sadici della personalità.
Il soggetto elabora razionalmente una strategia comportamentale finalizzata all’assoggettamento, sottomissione ed annientamento del partner. Il primo passo è la scelta della "vittima", che necessariamente deve essere un soggetto manipolabile e remissivo. Quindi una volta aver ottenuto una dipendenza emozionale attraverso un atteggiamento amorevole e pieno di attenzioni, iniziano i maltrattamenti e le umiliazioni. Il narcisista mette in scena una serie di comportamenti contraddittori ed ambigui, alternando illusione e disillusione, gentilezza e crudeltà, fino ad ottenere la destabilizzazione della personalità del partner. Il narcisista manipolatore può avere degli atteggiamenti francamente violenti, che, come detto possono avere delle conseguenze drammatiche. La punizione fisica, fino anche l’omicidio, rappresenta la forma più estrema e definitiva dell’assoggettamento del partner. Ovviamente non tutti i casi di violenza sulle donne sono motivati dalle dinamiche descritte. Ad esempio, alcune volte alla base di scoppi di violenza parossistici esiste un sentimento di inadeguatezza dello stesso soggetto aggressore. In sostanza si innescano delle dinamiche esattamente opposte al disturbo di tipo narcisistico.
L’uomo si sente inadeguato perché non lavora, o non guadagna abbastanza o ha dovuto subire delle dinamiche di frustrazione e di umiliazione. Il sentimento di inferiorità si riflette sul rapporto e l’uomo teme di essere tradito e abbondonato. Questi sentimenti scatenano una rabbia reattiva.
L’uomo si sente letteralmente aggredito dalla freddezza della partner, oppure può interpretare un atteggiamento o ancora una frase innocua, come un’allusione intollerabile alla sua inferiorità. Aggredito, la sua rabbia può esplodere in accessi di violenza, che non sempre, fortunatamente, sono fisici. In entrambi i casi citati la psicoterapia, individuale o di coppia, si pone il compito arduo di scandagliare la personalità del soggetto, al fine di far emergere le cause e le dinamiche che hanno strutturato il disturbo.

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