Il Leasing immobiliare


Dal 2005 anche i privati possono acquistare un immobile in leasing. E’ una soluzione alternativa al mutuo che conviene soprattutto per le seconde case
Il Leasing immobiliare

Utilizzare lo strumento del Leasing immobiliare al posto dell’ordinario mutuo può essere conveniente. Dal 2005, tale possibilità di scelta è stata attribuita anche ai privati mentre prima era ad esclusivo appannaggio delle imprese. La modalità di applicazione è simile a quella prevista per le auto. Nel settore immobiliare si rivela uno strumento altamente competitivo nei confronti del mutuo, soprattutto per le seconde case.

Il primo vantaggio del Leasing immobiliare è la possibilità di ottenere un finanziamento pari al 100% del valore dell’immobile, mentre per i mutui la percentuale massima raggiungibile è mediamente dell’80%. Inoltre, il mutuo è condizionato dalla presentazione di garanzie accessorie.

Con il Leasing si può effettuare un piano di ammortamento dei canoni da pagare per una durata che va dai 96 mesi (otto anni) fino ai 240 mesi (20 anni). La prima rata, in genere, varia dal 10% al 30% del finanziamento (quindi è necessario avere una certa liquidità iniziale). Però, si deve considerare che più è cospicua la maxi-rata iniziale e più saranno vantaggiosi i tassi nei canoni mensili successivi e il valore dell’importo finale. Il vantaggio rispetto al mutuo è una maggiore flessibilità nello scegliere l’anticipo, l’ammontare dei canoni e il riscatto, mentre il mutuo, spesso, si rivela più rigido nel modificare le rate. Inoltre, con il leasing si evitano "brutte sorprese" legate alla variazione delle rate: i canoni, infatti, una volta definiti non subiscono modifiche.

Un terzo vantaggio, di natura fiscale, è che il Leasing immobiliare non è soggetto all’imposta sostitutiva del 2% sui finanziamenti a medio/lungo termine, mentre quest’ultima è prevista per i mutui, ad eccezione dell’acquisto di prime case. Inoltre, non essendo prevista l’ipoteca, come accade invece accendendo un mutuo, anche i costi notarili sono inferiori. E ancora, la rendita dell’abitazione in leasing non concorre a formare il reddito imponibile in sede di dichiarazione Irpef in quanto, fino a che non si pagherà il riscatto del bene, non si ha la proprietà del bene stesso. Nel caso di acquisto, al contrario, la rendita catastale (indipendentemente dall’accensione di un mutuo) concorre ad aumentare il reddito imponibile.

Un ulteriore vantaggio si esplicita al momento della conclusione del contratto, quando chi ha optato per il leasing deve scegliere se prolungare il contratto stesso, restituire l’immobile oppure riscattare l’appartamento. Se si opta per il riscatto, si pagherà una rata finale basata sul valore che l’immobile aveva nel tempo in cui si è sottoscritto il contratto e non sul valore corrente di mercato.

I vantaggi rispetto al mutuo, però, vanno valutati caso per caso. Prima di prendere una decisione definitiva, sarebbe opportuno farsi i cosiddetti conti della serva con un esperto che, valutate le esigenze e le specifiche possibilità finanziarie, saprà indirizzarvi verso l’opzione più vantaggiosa.

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