Il patto di Renzi per privati e aziende


Irap e Ires, Imu e Tasi, Irpef e pensioni minime: ecco i punti allo studio del Governo per abbassare le tasse di 50 miliardi di euro in cinque anni
Il patto di Renzi per privati e aziende

Ecco il messaggio del premier Renzi lanciato sui social network che indica la tabella di marcia che il Governo ha intenzione di seguire:
"2014. Primo atto del governo: 80 euro al mese a dieci milioni di italiani
2015. Eliminazione della componente Costo del lavoro da Irap
2016. Via IMU e Tasi sulla prima casa
2017. Giù Ires
2018. Irpef e pensioni minime
Questo è il nostro percorso: 50 miliardi di euro di riduzione tasse in cinque anni. Sempre mantenendo il rispetto dei parametri di Maastricht e del 3%, per una questione di serietà con i mercati e con l’Europa".

Un patto con gli italiani, come lo ha definito lo stesso premier, per abbassare le tasse di 50 miliardi di euro in cinque anni. Ad essere interessati dal taglio delle tasse saranno Irap e Ires, Imu e Tasi, Irpef e pensioni minime a partire, l’anno prossimo, con l’eliminazione dell’Imu e della Tasi sulla prima casa.

Sempre per quanto riguarda i privati, il piano annunciato da Renzi prevede una minore tassazione agendo sugli scaglioni Irpef: nello specifico aumenterebbero da quattro a otto con l’aggiunta di detrazioni fisse per dipendenti e lavoratori autonomi. I nuovi scaglioni abbinati alle detrazioni dovrebbero comportare notevoli sgravi, soprattutto ai redditi più bassi.

Per quanto riguarda le imprese sono previsti tagli a Irap e Ires. Oltre alla deducibilità del costo del lavoro dall’Irap, potrebbero essere previste ulteriori manovre per abbassare la soglia dell’imposta regionale sulle attività produttive. A dare ossigeno alle imprese potrebbe esserci sul tavolo delle trattative un ritocco all’Ires, l’imposta sul reddito delle società.

Infine, i pensionati. Per loro potrebbe essere prevista l’aggiunta negli assegni pensionistici dei famosi 80 euro mensili ad oggi ad appannaggio dei soli lavoratori dipendenti. Una misura mancata che era stata fortemente criticata al momento in cui era stato assegnato il bonus ai dipendente e che nel 2018 potrebbe essere allargata, appunto, anche ai pensionati.

Critiche le opposizioni e la minoranza Pd, soprattutto su ciò che concerne le coperture finanziarie al piano di riduzione della pressione fiscale. Su questo punto, il premier ha assicurato che "i numeri per portare a casa questo risultato ci sono" a patto che si prosegui sulla strada delle riforme, che si sblocchino gli appalti e i fondi inutilizzati e che si eliminino gli sprechi della spesa pubblica rappresentati anche dai "molti carrozzoni pubblici", partecipate ed enti inutili che dovrebbero essere eliminati a partire da settembre.

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