Il punto sulla fecondazione eterologa


Ecco le novità dopo l’entrata in vigore delle nuove linee guida
Il punto sulla fecondazione eterologa

L’argomento si era presentato subito spinoso dopo la sentenza della Corte Costituzionale 162/2014 che aveva abolito il divieto della fecondazione eterologa.Dopo i dubbi e il botta e risposta tra Ministero della Salute e Consulta circa il presunto vuoto normativo generato dalla sentenza e dopo i commenti discordanti in ambito politico, religioso e opinione pubblica, è arrivata la quadratura del cerchio con le nuove linee guida in ambito di Procreazione Medicalmente Assistita (Pma).

A inizio luglio, infatti, il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha firmato il decreto con le linee guida che poi è entrato in vigore a metà del mese dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.Il testo è andato, così, a fare chiarezza e ad aggiornare le linee guida del 2008, a fronte di quanto disposto dai decreti legislativi 191/2007 e 16/2010, dall’Accordo Stato Regioni del 15 marzo 2012, soprattutto dalle sentenze della Corte Costituzionale n.151/2009 e la già citata n.162/2014 che hanno abolito, rispettivamente, l’obbligo di impianto contemporaneo di massimo tre embrioni e il divieto di fecondazione eterologa.

Innanzitutto va detto che le nuove linee guida contengono informazioni che riguardano la coppia che accede ai trattamenti e non i donatori di gameti, per i quali è previsto un nuovo Regolamento, già approvato dal Consiglio Superiore di Sanità. Novità sono state introdotte in merito all’accesso all’eterologa da parte di coppie sierodiscordanti, ovvero coppie in cui uno dei due partner è portatore di malattie virali sessualmente trasmissibili per infezioni da HIV, HBV o HCV: in base alle linee guida precedenti la procreazione medicalmente assistita era praticabile esclusivamente se l’uomo era portatore. Adesso, invece, la Pma è possibile anche nel caso di donna portatrice.

E’ altresì possibile la cosiddetta "doppia eterologa", ovvero la possibilità per entrambi i componenti della coppia di ricevere gameti donati, così come le pratiche di "egg sharing" e "sperm sharing", ovvero la possibilità per il componente fertile della coppia che si avvale della Pma, di donare i propri gameti ad altre coppie che intendono affidarsi all’eterologa. E’ vietato, però, scegliere i gameti in base alle caratteristiche fisiche dei donatori per evitare selezioni eugenetiche.

Altro elemento importante dettato dalle linee guida è quello che riguarda proprio il numero degli embrioni da impiantare: nella cartella clinica è necessario riportare le motivazioni che sono alla base della scelta del numero degli embrioni generati e impiantati e di quelli eventualmente crioconservati, ovvero quelli trasferiti e congelati.

Infine, e questa è la novità più rilevante per tutte le coppie che non possono avere figli, è l'inserimento della procreazione assistita nei cosiddetti Livelli essenziali di assistenza (Lea). Questo, consentirà un accesso facilitato ed egualitario per tutti i cittadini.

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