Il reato di riciclaggio


I giornali riferiscono spesso di casi di riciclaggio. Ma cosa si intende per riciclaggio?
Il reato di riciclaggio

E’ recente il caso di riciclaggio scoppiato pochi giorni fa e che ha travolto la storica BSI, la Banca della Svizzera Italiana, finita nel mirino della Finma, l'autorità elvetica di vigilanza dei mercati finanziari, e della Procura Federale elvetica che ha aperto un'inchiesta penale con le accuse di riciclaggio e corruzione di funzionari pubblici e politici malesi.

E poi: è ancora più recente la notizia di un altro caso, questa volta avvenuto in casa nostra, tra le province di Bari e di Ferrara dove le forze dell’ordine hanno sequestrato un ingente patrimonio di circa 120 milioni di euro (costituito soprattutto da proprietà immobiliari) ai danni di un pregiudicato che ha accumulato una vera e propria fortuna con il riciclaggio di auto rubate e altre attività illecite, tra cui l’usura.

Ma cos’è il riciclaggio esattamente? La risposta la fornisce il codice penale.
Il reato di riciclaggio è disciplinato dall’art. 648 bis del codice penale che recita: "chiunque sostituisce o trasferisce denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto non colposo; ovvero compie in relazione ad essi altre operazioni, in modo da ostacolare l'identificazione della loro provenienza delittuosa, è punito con la reclusione da quattro a dodici anni e con la multa da 5mila a 25mila euro" (prima del 2014 le soglie erano più basse e la multa ammontava da 1.032 a 15.493 euro).

Nell’immaginario collettivo, il reato di riciclaggio è legato all’attività che prevede di "lavare" il denaro sporco. Un’immagine forse molto semplicistica, ma molto efficace. Chi compie il reato di riciclaggio, infatti, è quel soggetto che, conoscendo l’origine illecita del denaro o della risorsa da "ripulire", ne occulta la provenienza e la reinveste e reinserisce nei canali leciti, come ad esempio nelle attività commerciali o nella compravendita di mobili e immobili. La caratteristica di tale condotta illecita è, quindi, quella di reperire fondi di provenienza illecita e di "riciclarli", appunto, in attività lecite del mercato nazionale o internazionale.

Le pene previste per il reato di riciclaggio possono essere aumentate o diminuite nel caso vi sia la presenza di aggravanti o di attenuanti.
Una circostanza aggravante è quella di aver compiuto l’attività di riciclaggio nell’esercizio di un’attività professionale; circostanza che viene punita dal nostro codice penale con l’aumento della pena.
Una circostanza attenuante, e quindi anche una diminuzione della pena, si ha "se il denaro, i beni o le altre utilità provengono da delitto per il quale è stabilita la pena della reclusione inferiore nel massimo a cinque anni".

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