Il vincolo IMU + TASI


Per deliberare le aliquote Tasi, i Comuni hanno dovuto rispettare il vincolo imposto dalla Legge di Stabilità 2014
Il vincolo IMU + TASI

Nel deliberare le aliquote Tasi, i Comuni hanno dovuto rispettare il vincolo imposto dalla Legge di Stabilità 2014 in base al quale la somma delle aliquote IMU + TASI non può superare l’aliquota massima prevista per la sola IMU al 31 dicembre 2013. Il comma 640 dell’art. 1 della Legge di Stabilità, infatti, recita: "L'aliquota massima complessiva dell'IMU e della TASI non può superare i limiti prefissati per la sola IMU, come stabilito dal comma 677". E il comma 677 afferma: "Il comune (...) può determinare l'aliquota (TASI, ndr) rispettando in ogni caso il vincolo in base al quale la somma delle aliquote della TASI e dell'IMU per ciascuna tipologia di immobile non sia superiore all'aliquota massima consentita dalla legge statale per l'IMU al 31 dicembre 2013, fissata al 10,6 per mille e ad altre minori aliquote, in relazione alle diverse tipologie di immobile. Per il 2014, l'aliquota massima non può eccedere il 2,5 per mille".

Cercando di fare un po’ di chiarezza, dunque, cerchiamo di capire come i Comuni hanno potuto deliberare le aliquote, partendo proprio dalle aliquote IMU:
- per le prime case, l’aliquota massima IMU consentita è del 6 per mille. Dato che, però, tale imposta è stata soppressa per le prime "case non di lusso", è rimasta in vigore esclusivamente per le "case di lusso", quelle classificate con le categorie catastali A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli).
- per le seconde case o case non principali, l’aliquota massima IMU consentita è del 10,6 per mille In entrambi i casi, i Comuni hanno potuto decidere se applicare un’aliquota aggiuntiva dello 0,8 per mille per finanziare le detrazioni destinate ai possessori di abitazioni principali.

Detto questo, come calcolare la Tasi? Innanzitutto va detto che, vincolo a parte, l’aliquota massima TASI per il 2014 (per i prossimi anni non è stata ancora fissata) è pari al 2,5 per mille che può raggiungere il 3,3 per mille nel caso di aggiunta dello 0,8 per mille da destinare sempre alle detrazioni.

Ciò significa che per le prime case "non di lusso", non essendo soggette all’IMU, si deve semplicemente rispettare il vincolo della TASI non superiore al 2,5 per mille o al 3,3 per mille comprensivo dell’addizionale.
Per le prime case di lusso, il vincolo IMU + TASI prevede che la somma delle aliquote dei due tributi non possa superare il 6,8 per mille (compreso l’addizionale dello 0,8 per mille).
Se, ad esempio, il Comune ha deliberato un’aliquota IMU pari al 4,8 per mille (compresa l’addizionale dello 0,8 per mille), quella della Tasi non potrà essere maggiore del 2 per mille. In questo caso l’addizionale dello 0,8 per mille è stata aggiunta tutta all’IMU. Il Comune, però, poteva scegliere di spalmare tale addizionale tra i due tributi.
Se, cioè il Comune avesse deliberato un’aliquota IMU del 4,2 per mille (comprensiva dell’addizionale dello 0,3 per mille per le detrazioni), allora avrebbe potuto deliberare una Tasi massima del 2,6 per mille (comprensiva della restante addizionale dello 0,5 per mille per le detrazioni). Da notare che il 2,6 per mille non deve essere superiore al 3,3 per mille (aliquota comprensiva dell’addizionale) e non alla soglia del 2,5 per mille (che non considera l’addizionale)

Lo stesso ragionamento va fatto per le seconde case o case non principali, ma con aliquota massima IMU diversa. In questi casi, si è detto, l’aliquota massima IMU consentita è del 10,6 per mille che può arrivare all’11,4 per mille se si aggiunge l’aliquota addizionale da destinare alle detrazioni. Bisogna sempre ricordarsi che l’aliquota massima TASI, comprensiva di addizionale, è di 3,3 per mille. Dunque, se un Comune, ad esempio, ha optato per una quota IMU pari al 6,8 per mille (compresa l’addizionale dello 0,8 per mille), la TASI massima applicabile sarà del 2,5 per mille (non si può aggiungere nessuna addizionale e non si può superare la soglia del 2,5 per mille).
In tutti i casi, l’addizionale dello 0,8 per mille va addizionata tutta all’IMU, tutta alla TASI o divisa tra i due tributi (non si può cioè aggiungere lo 0,8 per mille ad entrambe contemporanemente).

Gli stessi procedimenti, infine, vanno applicati anche alle pertinenze (box, soffitte e cantine), catalogate al catasto con le categorie C/2, C/6 e C/7. Se tali pertinenze asserviscono una prima casa di lusso, allora saranno considerate anche queste di lusso e quindi, saranno assoggettate alla TASI con lo stesso procedimento destinato all’appartamento principale di lusso. Lo stesso ragionamento vale per le pertinenze della prima casa non di lusso e per le seconde case o abitazioni non principali.

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