Imposta di bollo virtuale


A partire dal 1° gennaio 2015, la dichiarazione di assolvimento dell'imposta di bollo virtuale deve essere presentata esclusivamente con modalità telematiche
Imposta di bollo virtuale

Con la circolare n. 16/E del 14 aprile 2015 l’Agenzia delle Entrate chiarisce le nuove modalità da seguire in merito all’assolvimento dell’imposta di bollo virtuale in base alle recenti novità normative. Innanzitutto va ricordato che l’imposta di bollo è un’imposta indiretta che colpisce i consumi, dovuta in misura fissa o proporzionale in base al tipo di atto, documento o registro redatto in forma scritta. In base all’art. 15 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972 n. 642, l’imposta di bollo può essere assolta anche in modo virtuale, ovvero utilizzando il modello F24 (e il modello F23 solo fino al 31 marzo 2015).

Se si opta per il pagamento dell’imposta di bollo virtuale è necessaria la previa autorizzazione dell’Ufficio competente dell’Agenzia delle Entrate che viene rilasciata dopo aver presentato un’apposita domanda contenente l’indicazione del numero presuntivo degli atti e documenti che potranno essere emessi e ricevuti durante l’anno. Se si ottiene l’autorizzazione, questa si intende concessa a tempo indeterminato ed è revocabile solo con uno specifico atto da notificarsi all’interessato. Chiaramente, anche il contribuente può decidere di rinunciare all’autorizzazione presentando una dichiarazione corredata dagli atti e dai documenti emessi nel periodo intercorso tra il 1° gennaio dell’anno corrente fino al giorno della rinuncia.

Come specificato nel sito dell’AdE, "a decorrere dal periodo d’imposta 2014, la dichiarazione deve essere trasmessa esclusivamente in via telematica all’Agenzia delle Entrate, direttamente on line o tramite intermediario, entro il mese di gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento. Il nuovo modello deve essere utilizzato anche per la presentazione delle dichiarazioni previste a seguito di rinunzia all’autorizzazione, nei casi di operazioni straordinarie nonché per rettificare e/o integrare una dichiarazione già presentata".

Infine, sempre nella circolare n. 16/E del 14 aprile 2015 dell’Agenzia delle Entrate, vengono chiarite quali siano le sanzioni applicate in caso di mancato o ritardato versamento di una o più rate o dell’acconto. Per quanto riguarda il mancato pagamento (in tutto o in parte) dell’imposta di bollo è prevista una sanzione amministrativa che va dal 100% al 500% dell’imposta dovuta mentre per gli omessi o ritardati versamenti la sanzione è pari al 30% di quanto dovuto.

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