Imprese: compensazioni nel mirino di Inps e Agenzia delle Entrate


L'Inps e l'Agenzia delle Entrate hanno firmato un protocollo per rafforzare i controlli incrociati sulle compensazioni che sono aumentate del 60% nel solo 2014
Imprese: compensazioni nel mirino di Inps e Agenzia delle Entrate

L’aumento delle compensazioni tra i crediti verso l’Erario e i debiti verso l’Inps sono aumentati di ben 60% nel solo 2014 rispetto agli anni precedenti. Un aumento sospetto che ha portato l’Istituto di previdenza e l’Agenzia delle Entrate a firmare un protocollo di intesa per contrastare e far emergere i casi di "compensazione illecita", potenzialmente finalizzata all’ottenimento, da parte delle imprese, del Durc. Attraverso le compensazioni illecite, infatti, le imprese potrebbero risultare in regola con i pagamenti dei contributi previdenziali ed ottenere così il rilascio del Documento unico di regolarità contributiva, essenziale per poter partecipare a gare e bandi pubblici.

Un aumento sospetto che è stato avanzato dallo stesso presidente dell’Inps, Tito Boeri, che in un comunicato stampa parla di "un incremento fuori linea rispetto a quanto avvenuto negli anni precedenti, che fa sospettare che parte di queste richieste possano essere originate dal tentativo di evadere tasse e contributi sociali".

Questi i dati: nel 2014 oltre 1,9 milioni di soggetti passivi hanno utilizzato il modello F24 per compensare i crediti verso l’Erario con i debiti legati al pagamento dei contributi previdenziali. La conseguenza è stata un aumento, si è detto, del 60% degli F24 inviati, pari a oltre 5 milioni di modelli per un totale di circa 1,2 miliardi in più di compensazioni con l’Erario.

Ed ecco, allora, il perché Inps e Agenzia delle Entrate hanno deciso di mettere sotto la lente di ingrandimento le richieste di compensazione. Come affermato dallo stesso direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, "l’Agenzia delle Entrate è impegnata a contrastare in maniera incisiva il fenomeno delle compensazioni di crediti inesistenti".

Cosa prevede il protocollo di intesa per contrastare le frodi fiscali e contributive?
L’accordo prevede uno scambio di informazioni e un incrocio dei dati forniti dai contribuenti per monitorare i flussi informativi e sincronizzare le banche dati dei due istituti. A tale scopo, è stata decisa l’istituzione di tavoli tecnici, sia a livello nazionale che regionale, composti da funzionari Inps e funzionari dell’Agenzia delle Entrate. A livello nazionale saranno definite le linee di azione di controllo e di coordinamento che poi saranno applicate operativamente a livello regionale.

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