Imprese nel mirino dell'Inps per utilizzo indebito degli sgravi


Circa 65 mila aziende avrebbero usufruito indebitamente dell'esonero dal versamento dei contributi previdenziali per le `nuove assunzioni` a tempo indeterminato
Imprese nel mirino dell'Inps per utilizzo indebito degli sgravi

Ora per molte imprese è consigliabile munirsi dell’assistenza di un avvocato. Dai controlli effettuati dall’Inps, circa 65 mila aziende avrebbero usufruito in maniera indebita degli sgravi contributivi che la legge di Stabilità 2015 aveva offerto loro nel caso di nuove assunzioni di lavoratori disoccupati nel corso del 2015 con contratto a tempo indeterminato.

La Legge 190/2014 (Legge di Stabilità 2015), infatti, aveva introdotto una nuova agevolazione nell’ambito del welfare per favorire le assunzioni: ovvero le aziende che nel 2015 avessero assunto lavoratori disoccupati da almeno sei mesi con un contratto a tempo indeterminato sarebbero state esonerate per tre anni dal versamento dei contributi previdenziali relativi ai neo dipendenti.

Ma dai controlli effettuati dall’Istituto di previdenza, che ha incrociato le informazioni della propria banca dati con quella del Ministero del lavoro, sono emerse molte irregolarità. Sarebbero, quindi, 65 mila le aziende finite nel mirino dell’Inps per aver usufruito indebitamente dello sgravio per un totale di circa 113.000 lavoratori.

La maggior parte di queste, circa 53 mila, hanno goduto della decontribuzione offerta dalla legge nonostante il lavoratore neo assunto avesse avuto un contratto a tempo indeterminato all’interno dei sei mesi precedenti con un altro datore di lavoro. Le restanti aziende, invece, circa 12 mila, hanno usufruito dello sgravio nonostante i neo assunti avessero firmato un contratto a tempo indeterminato all’interno dei tre mesi precedenti e sempre con la stessa azienda. Questo secondo caso è certamente più grave, dato che l’azienda che ha effettuato l’assunzione non poteva non essere a conoscenza del pregresso contratto del lavoratore neoassunto.

Per questo, il primo caso può essere configurato come violazione lieve (ad esempio, l’errore può essere stato dovuto a una mancata comunicazione del lavoratore all’azienda). Il secondo caso è di certo configurato come violazione grave data la indubbia "consapevolezza dell’azienda e la natura fraudolenta della fruizione dello sgravio".

Dunque, i controlli sono partiti e ora, per le imprese coinvolte, è ora di rimediare. E’ consigliabile, quindi, farsi assistere da un avvocato in modo da regolarizzare la propria situazione.

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