Impugnazioni contro l’Agenzia delle Entrate


“La conciliazione va perseguita solo se conviene. Altrimenti meglio l’impugnazione”. L’avv. tributarista Maurizio Villani spiega come difendersi
Impugnazioni contro l’Agenzia delle Entrate

Solo dal 2012 al 2015 si sono verificati ben 628 suicidi e 384 tentativi di suicidio a causa della crisi economica che ha travolto molti contribuenti che sono falliti o che hanno perso il lavoro e, quindi, la possibilità di percepire uno stipendio.

Dati impressionanti e preoccupanti dell’Osservatorio suicidi per crisi economica e che sono stati diffusi dal programma "Striscia la notizia" che ha intervistato il noto avvocato tributarista Maurizio Villani proprio sugli strumenti di difesa dei contribuenti contro gli avvisi di accertamento dell’Agenzia delle Entrate.

La conciliazione va perseguita solo se conviene. Altrimenti la strada migliore è l’impugnazione. E’ il consiglio dell’avv. Villani che ha spiegato, durante l’intervista, come sia preferibile la strada dell’impugnazione dell’avviso di accertamento per far valere i propri diritti.

Strada consigliata anche a chi non ha le possibilità economiche per pagare un avvocato, dato che il gratuito patrocinio è ammesso anche nel processo tributario. Il gratuito patrocinio prevede, infatti, la possibilità per il contribuente che non ha reddito sufficiente, di essere difeso da un legale la cui parcella sarà a carico dello Stato.

Inoltre, grazie alla riforma del processo tributario introdotta dal 1° gennaio 2016 sono state ampliate le possibilità di difesa del contribuente. Come lo stesso avvocato Villani ha proposto, sono state introdotte la possibilità di conciliazione anche in sede di appello, chiedere la sospensiva anche in appello e durante il ricorso alla Corte di Cassazione. Insomma, passi in avanti a favore della difesa dei contribuenti sono stati fatti anche se, sempre secondo l’avv. Villani, altre correzioni sarebbero auspicabili, come la modifica della struttura delle commissioni tributarie che oggi dipendono ancora dal Ministero delle Finanze.

Altra possibilità offerta dal contribuente per far valere i propri diritti è quella di chiedere al giudice la condanna dell’ufficio tributario alle spese e il risarcimento danni nel caso in cui l’Agenzia delle Entrate abbia agito in malafede o in colpa grave.

Dunque, gli strumenti per difendersi contro un avviso di accertamento ci sono e vanno utilizzati se si è convinti di aver ricevuto un atto errato o nullo. Ciò vale anche se si hanno difficoltà economiche poiché si può ricorrere al gratuito patrocinio.

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