IMU: proprietari in trasferta…


Chi possiede un singolo appartamento di proprietà, ma vive in affitto altrove deve pagare, oltre al canone, anche l’Imu per la “seconda casa”
IMU: proprietari in trasferta…

E’ forse una delle contraddizioni più inique dell’applicazione dell’Imu che, aggiunta alla Tasi, rappresenta un vero salasso, per tutti quei contribuenti che possiedono una sola casa di proprietà, ma vivono in affitto altrove per motivi di lavoro o altro.

La normativa non lascia adito a dubbi: se si è proprietari di un singolo appartamento in cui si dichiara di risiedere non si deve pagare l’Imu, poiché, come è ormai noto, l’Imposta sulla prima casa non è più dovuta. Ma se per motivi diversi (lavori, affettivi...) si sposta la propria residenza altrove in una casa in affitto, allora l’Imu è dovuta. Anche se il nuovo alloggio non è di proprietà. L`aliquota da applicare per calcolare l`imposta è quella decisa dai Comuni per le seconde case.

Infatti, chi ad esempio è proprietario di una casa e per motivi di lavoro è costretto a cambiare residenza e a lasciare la propria città per trasferirsi altrove vivendo in affitto, si ritrova a dove pagare il canone, ovviamente, ma soprattutto l’Imu per la seconda casa anche se quella che diventa la "prima casa", cioè quella in affitto dove si è spostata la residenza, non sia di proprietà. Risultato: si deve pagare l’affitto più un’imposta Imu sulla reale e unica casa.

Oltre l`Imu, bisogna ricordarsi di pagare la Tasi (tassa sui servizi indivisibili), sia come proprietario per l’unica casa di proprietà, che come inquilino sull’appartamento preso in affitto nell’altra città. L`importo delle due Tasi può essere differente poichè ogni Comune può scegliere una quota Tasi spettante agli inquilini compresa nel range dal 10% al 30%.

Ricapitolando: se si possiede una sola casa (non di lusso perché altrimenti si pagherebbe comunque l’Imu), ma si sposta la residenza in un’altra città in un appartamento in affitto, si deve pagare l’Imu come se si fosse proprietari di più appartamenti, la quota Tasi come inquilino per l’appartamento di proprietà e la Tasi come inquilino per l’alloggio in affitto...il tutto oltre il canone.

Ciò detto, occorre valutare attentamente l’ipotesi di trasferirsi in un’altra città per motivi di lavoro, in barba a flessibilità e alla libera circolazione. Occorre valutare la convenienza a spostarsi confrontando, facendosi i classici conti della serva, gli eventuali aumenti di stipendio o scatti di carriera con ciò che si deve esborsare in più all’Erario.

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