In arrivo le buste arancioni dell’Inps


Sono circa 7 milioni gli italiani che si vedranno recapitare in questi giorni la busta arancione con la simulazione della propria pensione
In arrivo le buste arancioni dell’Inps

In questi giorni verranno recapitate le ormai famose "buste arancioni" dell’Inps che contengono un estratto conto dei contributivi lavorativi già versati e una simulazione della pensione che si andrà a percepire una volta raggiunti i requisiti di pensionamento.

Sono circa 7 milioni le buste arancioni spedite dall’Istituto di previdenza italiana e sono destinate a tutti quei lavoratori che sono ormai prossimi alla pensione, ma che non hanno ancora richiesto il PIN per comunicare e per interagire in maniera digitale con l’Inps.

All’interno della busta arancione, si è detto, è contenuto il prospetto dei contributi già versati e una simulazione dell'ammontare dell’assegno pensionistico futuro. Va considerato, però, che si tratta di una simulazione e che, quindi, non tiene conto di eventuali modifiche future delle variabili considerate. Ad esempio, una nuova riforma delle pensioni o un nuovo lavoro con una retribuzione differente o un semplice aumento retributivo potrebbero modificare il valore dell’assegno pensionistico futuro.

Per effettuare di volta in volta una simulazione maggiormente veritiera in base al cambiamento delle variabili occorre usufruire del servizio digitale "La mia pensione", creato recentemente dall’Inps.
Ecco che allora, le buste arancioni, oltre alla simulazione basata sui dati correnti, hanno lo scopo di invitare quei cittadini che ancora non interagiscono online con la Pubblica Amministrazione a scoprire i vantaggi della digitalizzazione.

L’iniziativa delle buste arancioni, infatti, è il frutto della collaborazione tra Inps e Agenzia per l’Italia digitale che recentemente ha lanciato SPID, il sistema pubblico di identità digitale, in base al quale, tramite una USERNAME e una PASSWORD (che rappresentano appunto l’identità digitale) il cittadino può usufruire dei servizi pubblici comodamente attraverso un device, pc, tablet o smartphone. Collegandosi in internet e inserendo le proprie credenziali è possibile pagare le tasse come IMU e Tasi, prenotare le visite sanitarie, effettuare le iscrizioni scolastiche, pagare i collaboratori domestici o richiedere presentare il 730.

I primi ad introdurre SPID sono stati l’Inail, l’Inps, la Regione Emilia Romagna e la Toscana che hanno anticipato l'Agenzia delle Entrate, i Comuni di Venezia e Firenze e la Regione Friuli Venezia Giulia. A giugno sarà la volta del Piemonte, del Lazio, della Liguria e del Comune di Lecce.

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